L’Ocse rivede al ribasso la stima per il Pil dell’Italia nel 2013

L’Ocse rivede al ribasso la stima per il Pil dell’Italia nel 2013, ancora negativo, ma al rialzo quella per il 2014. Rispetto a sei mesi fa, la previsione per quest’anno passa da -1,8% a -1,9%, e quella per l’anno prossimo da 0,5% a 0,6%. L’Italia, si legge nell’Economic Outlook dell’Ocse, resta l’unico Paese del G7 ancora in recessione. In Italia, ”la ripresa prevista potrebbe essere ostacolata se le condizioni del sistema bancario restringeranno il credito e interromperanno il normale ciclo degli investimenti”. Nel nostro Paese, spiega l’organizzazione nell’Economic outlook, ”il prestito bancario ha continuato a contrarsi, in parte a causa della domanda ridotta di credito. Ciononostante, i tassi d’interesse applicati sono significativamente più elevati che in alcuni altri Paesi dell’eurozona, cosa che suggerisce che anche la disponibilità di prestiti sia limitata, riducendo gli investimenti e forse i consumi”. La ripresa economica nell’eurozona è ”rallentata e disomogenea”, cosa che rende necessari ”ulteriori aggiustamenti durevoli e simmetrici attraverso riforme dei mercati di prodotti e lavoro”, sia nei Paesi in debito sia in quelli in surplus. L’Ocse prevede un 2013 in lieve recessione (-0,4%) e un ritorno alla crescita nel 2014 (1%) e 2015 (1,6%). L’organizzazione auspica ”una liberalizzazione dei servizi in Germania, che rafforzerebbe e ribilancerebbe la domanda”. Il miglioramento dei conti italiani sul fronte del deficit ”è stato sostanziale nel 2013” ma ”con un rapporto debito-Pil ancora in aumento, ci sarà bisogno di una stretta di bilancio intensa almeno quanto programmato nel 2014-15”. Per l’Ocse, il deficit dell’Italia scenderà dal 3% nel 2013 al 2,8% nel 2014 e al 2% nel 2015. Il debito continuerà invece a crescere, dal 132,7% del Pil nel 2013 e al 133,2% nel 2014, e solo nel 2015 comincerà a calare, al 132,6%. Nell’area euro, la disoccupazione continuerà a crescere anche nel 2014, passando dal 12% al 12,1%. Stessa situazione in Italia, dove la percentuale dei senza lavoro passerà dal 12,1% nel 2013 al 12,4% nel 2014. Lo prevede l’Ocse nel suo Economic outlook. Il picco dovrebbe arrivare nel secondo trimestre del 2014, seguito da una lenta e progressiva diminuzione. Nel 2015, il tasso di disoccupazione è stimato al 12,1% in Italia e all’11,8% nell’eurozona. Il programma di acquisto di bond da parte della Bce, avverte l’Ocse, ”ha avuto successo nel ridurre l’impatto di crisi o scivolamenti fiscali, ma tali rischi permarrano fino a quando il debito pubblico non starà chiaramente diminuendo”. L’Italia ”sta uscendo dalla recessione, e per la crescita è previsto un aumento durante il 2014”, grazie a una riduzione degli sforzi di riassetto di bilancio, ma ”mettere in pratica le recenti riforme è essenziale per rafforzare la ripresa ancora debole”. Anche se il dato complessivo del Pil per l’anno 2013 resta negativo, spiega l’organizzazione, nell’ultima parte dell’anno il calo ”si è arrestato” e ”la fiducia sta ritornando da un po’ di tempo, anche se i dati non mostrano ancora una chiara inversione”. In particolare, prosegue il rapporto, un rilevante apporto positivo arriverà dall’export, che ”guadagnerà ulteriore slancio nei prossimi due anni, con l’accelerare della domanda estera”. Resta operò ”ampia”, sottolinea l’organizzazione, la quota di capacità produttiva non utilizzata, e di conseguenza la ricchezza delle famiglie ”resta limitata, dato che la crisi ha ridotto il numero di ore lavorate”.

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