Moody’s: crescita in Italia dopo due anni di recessione

Moody’s si aspetta un ritorno della crescita in Italia dopo due anni di recessione, in un clima globale ”meno incerto”. L’agenzia vede per l’Italia un Pil 2013 fra -2 e -1% (tre mesi fa era fra -2,5% e -1,5%) e fra zero e +1% nel 2014 (era -0,5% e +0,5%). Continua però la crescita della disoccupazione, attesa fra 12 e 13% nel 2014. Bankitalia:segni miglioramento economia,restano rischi – In Italia ”ci sono segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico”. Lo afferma il rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia che cita diversi indicatori quali ”l’arresto dal calo della produzione”, ”il miglioramento dei conti con l’estero” e l’attenuazione della debolezza del mercato immobiliare. Iniziano a tornare gli acquisti di investitori esteri sui titoli di Stato italiani. Banca d’Italia stima, dopo la battuta di arresto di agosto, una ripresa nel corso del 2013. I titoli detenuti da non residenti dovrebbero ritornare sopra i 570 miliardi di euro tornando ai livelli di inizio 2012. Ok asta Bot, tasso a minimo storico 0,688% – Scende a un nuovo minimo storico il tasso sul Bot a un anno. Il Tesoro ha venduto tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot annuali con un rendimento in calo allo 0,688% (da 0,999% dell’asta di ottobre). Il precedente minimo storico risale a maggio a 0,703%. In aumento la domanda con un rapporto di copertura salito a 1,80 da 1,72 precedente. Lo spread tra Btp e Bund tedesco resta stabile sui 236 punti base, dopo il buon esito dell’asta Bot. Il rendimento del titolo decennale al 4,15%. Il differenziale tra i decennali spagnoli e tedeschi oscilla su 233 punti base. Europa al palo dopo Fed Chicago, Milano -0,3% – Prosegue debole la seduta delle borse europee dopo l’indice Fed di Chicago sull’attività economica Usa a settembre invariato. Si allineano Milano (-0,33%) Londra (-0,35%), Francoforte (-0,25%) e Parigi (-0,32%), mentre resta indietro Madrid (-1,01%), con i futures su entrambi gli indici Usa in calo. Giù tra i bancari Standard Chartered (-1,52%), che ha ridotto le stime di fine anno, mentre sale dopo i conti Vodafone (+1,14%), che spinge anche Ericsson (+1,57%). Tlc: a consolidamento Ue manca flessibilità o appetito – Il risiko delle tlc in Europa si giocherà entro i confini nazionali, non c’è abbastanza flessibilità finanziaria né ‘appetiti’ per portare avanti un consolidamento tra i colossi come Telefonica, Deutsche Telekom, Orange o Telecom Italia. E’ la visione di Moody’s sulle prospettive del settore. ”Non è chiaro in che misura le autorità di regolamentazione in Europa consentirà un ulteriore consolidamento del settore ne se un regolamento favorirà gli investimenti in fibra futuri” sottolinea un report dell’agenzia di rating. ”Mentre offerte di consolidamento all’interno dei mercati possono essere completate nei prossimi 12-18 mesi , Moody’s non si aspetta un’ondata ‘cross- border’: le quattro maggiori società di telecomunicazioni incumbent integrate – Telefonica, Deutsche Telekom , Orange e Telecom Italia – sono o in modalità di vendita o non hanno molta flessibilità o appetito per guidare questo processo” si legge nel report. ”Poche opzioni rimangono per sostenere la forza finanziaria nel 2014 – dice ancora agenzia di rating -. L’andamento dei ricavi ha bisogno di migliorare o alcune società dovranno fare aumenti di capitale per rafforzare i loro bilanci” anche se ”le sfide di rifinanziamento saranno gestibili fino al 2015”. Le tlc in Europa sono riuscite a stabilizzare i ricavi nel 2014 ma nonostante questo la ripresa resta lenta e incerta. Per questo l’outlook di Moody’s sul settore resta negativo. ”Ci aspettiamo che i ricavi restino stabili o in calo marginale tra lo 0-0,5% nel 2014 mentre non è chiaro come (e quando, ndr) ci sarà una ripresa sostenibile” commenta Carlos Winzer , Senior Vice President di Moody Corporate Finance gruppo e autore del report. ”Da novembre 2011 abbiamo un outlook negativo sul settore e per portare a ‘stabili’ le prospettive ci aspettiamo di vedere una crescita dei ricavi tra l’1 e il 3 per cento” aggiunge Winzer. Moody si aspetta che i prezzi in alcuni dei mercati più competitivi continuino a scendere. Gli operatori ‘integrati’ come Deutsche Telekom, Orange, KPN, Telefonica e Portugal Telecom saranno avvantaggiati rispetto agli operatori che offrono solo servizi mobili o fissi. Secondo le stime di Moody il margine medio EBITDA del settore calerà di circa l’1% nel 2013, ma probabilmente si stabilizzerà nel 2014. L’agenzia di rating inoltre prevede un rapporto medio capex/ ricavi di circa il 18 % o più nel 2014 e il piano di investimenti di Vodafone, potrebbe costringere gli altri operatori europei a seguire l’esempio e aumentare la spesa per la rete. ”Questo potrebbe mettere sottopressione quegli incumbent con limitata flessibilità o gli sfidanti con una elevata leva finanziaria come Wind” si legge nel report.

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