Legge elettorale: c’e’ schema!

Nel pomeriggio Sel salirà al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e fare il punto sulla legge elettorale. A seguire il capo dello Stato vedrà anche una delegazione di Fratelli d’Italia. Con la Lega nord si fisserà invece un’altra data. A rappresentare Sel sarà la senatrice Loredana De Petris. E’ linea dura del M5S nei confronti del Quirinale. I senatori del M5S sono stati invitati al Colle per un confronto sulla legge elettorale ma non andranno. La convocazione era prevista per le 16,30. “Non andremo perché non siamo né in una Monarchia assoluta, né in una Repubblica Presidenziale”. Lo dice la capogruppo dei senatori M5S Paola Taverna spiegando le ragioni del No all’invito del Colle, “Il M5S, dopo il vergognoso ricevimento sulla legge elettorale che si è svolto nelle stanze dorate del Quirinale, alla presenza delle forze di maggioranza al Senato e di ben 2 Ministri, oggi non andrà all’incontro con il Presidente della Repubblica, tardivamente richiesto a giochi ormai fatti” spiega una nota del M5s. “Non andremo perché non siamo né in una Monarchia assoluta, né in una Repubblica Presidenziale. Secondo l’articolo 87 della Costituzione, il Presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, cioè a tutte le forze politiche. Ricevere invece le forze di maggioranza su temi specifici e delicatissimi come la legge elettorale, magari dando indicazioni e suggerimenti nel chiuso delle stanze e poi, solo il giorno dopo, ricordarsi di ricevere i ‘plebei’ delle opposizioni, è perlomeno fortemente irrituale” si lamenta Paola Taverna che continua: “Non andremo perché La legge elettorale è questione che va discussa esclusivamente in Parlamento. Da tutte le forze politiche. Senza la prevaricazione delle maggioranze sulle minoranze. Con l’incontro di ieri Napolitano ha avallato la prevaricazione di chi è maggioranza parlamentare sulle opposizioni. Un comportamento tipicamente autoritario. Lo ha fatto, per di più, su una legge fondamentale dello Stato, sulla quale si basa tutto il funzionamento democratico delle Istituzioni della Repubblica”. Infine, “Non andremo perché siamo una Repubblica parlamentare: Giorgio Napolitano deve essere garante della Costituzione Repubblicana e dell’equilibrio democratico. Deve quindi rispetto istituzionale a tutti. In primis, certamente, alla maggiore forza politica d’opposizione nonché alla forza politica più votata alla Camera dei Deputati”. Anche la Lega, dopo il M5S, ha deciso di rifiutare l’invito del Quirinale. “Oggi non andremo dal Presidente Napolitano. Non ci piacciono le convocazioni frettolose, fatte all’ultimo minuto solo nel tentativo di rimediare a un errore molto grave” spiega Massimo Bitonci annunciando però la disponibilità ad essere ricevuti da soli. “Quanto accaduto ieri, ribadiamo, è gravissimo: aver convocato un vertice con la sola maggioranza su un tema parlamentare – aggiunge il capogruppo del Carroccio al Senato – è sintomo di partigianeria inaccettabile. Inoltre chiediamo al presidente della repubblica di essere ricevuti in delegazione completa, con il nostro segretario Maroni, e non insieme al resto dell’opposizione con la quale non ci riconosciamo. Abbiamo nostre proposte da rappresentare che sono lontane mille miglia da quelle di Sel o M5s. Come rappresentanti del Nord di cui portiamo avanti le istanze – aggiunge – saremo dunque ben lieti di salire al Colle ma da soli, e con una convocazione fatta nei tempi e modi dovuti nel rispetto del ruolo di ognuno”

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