I ministri del Pdl rassegnano le proprie dimissioni

‘I ministri del Pdl rassegnano le proprie dimissioni’. Lo fa sapere Angelino Alfano – tramite la sua portavoce -, dicendo di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà. Non ci sono più le condizioni per restare. Si tratta di un passo indietro anche per un confronto e responsabilità più chiari ‘Il chiarimento avvenga in Parlamento alla luce del sole e di fronte ai cittadini’, ha dichiarato Enrico Letta, che era stato informato in anticipo dal vicepremier Angelino Alfano di quanto Berlusconi aveva deciso. ‘Il tentativo di rovesciare la frittata sulle ragioni dell’aumento dell’Iva è contraddetto dai fatti che sono sotto gli occhi di tutti perché il mancato intervento è frutto delle dimissioni dei parlamentari Pdl e quindi del fatto che non era garantita la conversione del dl in legge. La decisione di non intervenire sull’Iva è stata presa ieri concordemente con i ministri del Pdl’. E’ la posizione di Enrico Letta secondo fonti di P.Chigi. Il Presidente della Repubblica è stato informato dal Presidente del Consiglio delle decisioni comunicategli di ministri del Pdl. Dopo il rientro Roma concordera’ con il Presidente Letta l’incontro che le decisioni odierne rendono necessario”. ‘Gli italiani non abbocchino a Berlusconi sull’Iva”. Lo scrive Enrico letta in un tweet. “Berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l’alibi dell’IVA”. Lo afferma il premier Enrico Letta, in una nota. L’annuncio delle dimissioni dei ministri del Pdl sta facendo il giro del mondo: è l’apertura di Bbc, Le Figaro, Nbc, ed è notizia di primo piano della Reuters e della France Presse. Poco prima Silvio Berlusconi dichiarato irricevibile l’ultimatum di Letta e la decisione aumento Iva ‘una grave violazione’ dei patti di governo. ‘Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani’. ‘La decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso Premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto”. Lo afferma in una nota Silvio Berlusconi, leader del Pdl. “Per queste ragioni, l’ultimatum lanciato dal Premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile”, aggiunge. “Pertanto – conclude – ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani” Le dimissioni dei ministri del Pdl “sono una ulteriore azione di sfascio per l’azione del governo”: lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, che sottolinea come l’irresponsabilita’ sia salita a livelli ‘che non erano razionalmente valutabili’. Aprono formalmente nei fatti una crisi, dovremo valutare esattamente le conseguenze di questo. Sarebbe meglio non tornare al voto con questa legge elettorale che crea solo problemi.Il Pd – spiega Epifani – vuole cambiarla ma non sarà facile perché bisogna trovare una maggioranza in Senato, ma penso che cambiarla sia un passaggio obbligato prima di tornare a votare . Con la caduta del Governo e l’eventuale ritorno alle urne si rischia che sia la Troika a ”fare la legge di Stabilità al posto nostro’, ha detto il vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina. ‘Bene le dimissioni dei ministri del Pdl, ed ora elezioni subito per vincere e per dare un governo stabile e amico del Nord, che dia risposte ai problemi delle imprese. Cosa che il Governo Letta non ha fatto”: lo ha detto all’ANSA il segretario della Lega, Roberto Maroni. Stamane il presidente Napolitano aveva sottolineato che ‘non abbiamo bisogno di campagne elettorali a getto continuo, abbiamo bisogno di un Parlamento che discuta e lavori e non che ogni tanto si sciolga’. Tutto si lega alla chiusura del Pd sulla decadenza’, aveva invece detto il capogruppo PdlRenato Schifani. Letta ha avuto ‘una reazione estremamente forte e forse anche di carattere emotivo’ dopo la lettera di dimissioni dei parlamentari Pdl. ‘Ma dovrebbe sapere come si sono mossi i parlamentari del suo partito in Senato: l’atteggiamento di chiusura totale su qualunque richiesta di riflessione da parte dei miei senatori sulla irretroattività della legge Severino’ quanto alla decadenza di Berlusconi. Berlusconi chiede ricusazione membri giunta Senato – Nella memoria difensiva depositata questa mattina, Silvio Berlusconi chiede la ricusazione di alcuni membri della giunta del Senato che deve decidere della sua decadenza. Nel testo, in possesso dell’ANSA, si chiedono le dimissioni dei senatori che hanno già espresso una posizione e, in subordine, la sospensione del giudizio e la ricusazione. “E’ fatto notorio che la quasi totalità dei componenti” della giunta per le autorizzazioni del Senato, “e ciò che è ancor più grave in particolar modo proprio il relatore, hanno già ampiamente anticipato il proprio parere sull’esito del giudizio che andranno a esprimere nella camera di Consiglio”. E’ quanto scrive Silvio Berlusconi nella memoria (cui allega rassegna stampa), con la quale chiede le dimissioni di dieci membri della giunta: tutti senatori di Pd, Sel e M5s. Berlusconi porta alcuni esempi: “Il senatore Casson (Pd) non solo già anticipava che voterà per la decadenza, ma negava il ruolo di terzietà della Giunta”, elenca il Cav. “Addirittura il Movimento 5 Stelle ha prospettato più volte una posizione comune di tutto il gruppo a favore della immediata decadenza, sottolineando quindi trattarsi di una decisione politica”. E ancora, vengono citati Pezzopane (Pd) e Pagliari (Pd). Berlusconi si appella al giusto processo, visto il carattere “giurisdizionale” della giunta, e osserva che “in linea astratta” anche chi si sia espresso in suo favore viola il principio di terzietà. Ma “è evidente”, scrive, che altri e non lui hanno eventualmente interesse a rilevarlo. Poiché non è possibile sostituire i membri della giunta, Berlusconi chiede dunque le dimissioni dei componenti “che hanno già espresso il proprio convincimento, in particolare i senatori Stefano (Sel), Pezzopane (Pd), Buccarella (M5S), Casson (Pd), Crimi (M5S), Cucca (Pd), Fuksia (M5S), Giarrusso (M5S), Pagliari (Pd), Moscardelli (Pd)”. Il passo indietro permetterebbe, sottolinea, “la formazione di un collegio giudicante quantomeno apparentemente imparziale”. “In via subordinata”, la soluzione proposta è la sospensione del giudizio sulla decadenza e l’invio degli atti “alla giunta per il regolamento” del Senato, perché “si provveda a regolamentare la possibilità di astensione e ricusazione nonché di sostituzione ai fini di un giusto processo”.

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