Ridurre la pressione fiscale è un ”prioritario”, da perseguire ”con tenacia”

Ridurre la pressione fiscale è un ”prioritario”, da perseguire ”con tenacia”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, calcolando la pressione del fisco al 44% nel 2012. ”Il carico fiscale va redistribuito: – ha aggiunto – i proventi della lotta all’evasione vanno utilizzati per ridurre le aliquote legali”. La revisione del catasto ”non comporterà incrementi del gettito complessivo che deriva dalla tassazione immobiliare”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni alle commissione Finanze del Senato. ”È essenziale – ha detto il ministro – che il Parlamento concluda nel più breve tempo possibile l’esame della legge delega che contiene i principi direttivi per attuare la riforma del catasto”. ”Tale revisione non comporterà incrementi del gettito complessivo – ha proseguito – che deriva dalla tassazione immobiliare, che nel 2012 si è attestato intorno ai 44 miliardi. L’entrata in vigore delle nuove rendite dovrà infatti essere accompagnata da riduzioni delle aliquote, in modo da lasciare invariato il carico complessivo. In particolare, dovranno essere ridotte le imposte sui trasferimenti, che in Italia sono particolarmente elevate”. ”Intendiamo rispettare l’obiettivo di mantenere il disavanzo entro la soglia del 3% del PIL; interventi di sostegno all’economia in aggiunta a quelli programmati potranno essere attuati solo a fronte del reperimento di risorse che consentano di mantenere invariati i saldi di bilancio. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni alla commissione Finanze del Senato Taglio tasse imprese-lavoro no mesi ma anni – ”La riduzione delle imposte su imprese e lavoro – più in generale la riduzione della pressione fiscale complessiva – è un obiettivo da perseguire con tenacia, su un orizzonte non di mesi ma di anni”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni alla commissione Finanze del Senato, spiegando che ‘eliminare totalmente il costo del lavoro dalla base imponibile dell’Irap fa venir meno un utile strumento per politiche selettive, di non agevole rimpiazzo con altre imposte’. Il Governo sta lavorando ”a misure di natura fiscale che possano consentire alle imprese di avere accesso a maggiore liquidità”,ha poi annunciato il ministro, citando ”fra gli elementi che possono sostenere l’offerta di credito alle imprese una revisione del trattamento fiscale delle svalutazioni dei crediti delle banche”. ‘L’Irap è un’imposta in grado di attuare politiche attive del lavoro – ha detto Saccomanni -, mediante la concessione di detrazioni differenziate per categorie di lavoratori, senza incorrere in eccezioni di illegittimità, né sotto il profilo dei nostri principi costituzionali, né sotto quello delle regole europee sugli aiuti di stato”. ”Queste caratteristiche dell’Irap – ha osservato – dovrebbero essere tenute in considerazione nella formulazione di proposte di riduzione generalizzata del cuneo fiscale. Sotto questo profilo, il carico dell’Irap sul lavoro è stato molto attenuato dal momento della sua introduzione ad oggi. Sono stati infatti esclusi dalla base imponibile gli oneri previdenziali, ridotta l’aliquota, resa interamente deducibile dalle imposte sui redditi la parte di Irap riferita al lavoro”. ”Eliminare totalmente il costo del lavoro dalla base imponibile dell’Irap – ha concluso – fa venir meno un utile strumento per politiche selettive, di non agevole rimpiazzo con altre imposte. La prosecuzione della riduzione del cuneo fiscale potrebbe focalizzarsi sui contributi sociali non previdenziali’ ”I risultati della misurazione e del monitoraggio sia dei fenomeni di evasione sia delle ‘tax expenditures’ (l’insieme delle detrazioni ndr) non solo saranno inseriti nella ordinaria sessione di bilancio ma costituiranno anche la fonte informativa per l’alimentazione del Fondo per gli sgravi fiscali”, ha sottolineato il ministro dell’Economia. ”I progressi sul fronte dell’emersione degli imponibili oggi sottratti al fisco, legalmente o illegalmente ha aggiunto -, saranno utilizzati per finanziare sgravi rivolti alla generalità dei contribuenti: ne beneficeranno soprattutto quelli che oggi assolvono pienamente i loro obblighi”.

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