Il Consiglio dei ministri ha deciso il rinvio di tre mesi dell’aumento di un punto percentuale (dal 21 al 22%) dell’Iva

Il Consiglio dei ministri ha deciso il rinvio di tre mesi dell’aumento di un punto percentuale (dal 21 al 22%) dell’Iva, che sarebbe scattato dal primo luglio, quindi al primo ottobre. Lo ha detto il premier Enrico Letta in conferenza stampa dopo il Cdm. Il provvedimento sull”Iva, “credo che dimostri la volontà del governo di aiutare l’economia con la dovuta prudenza. Poiché in questo momento non è il caso di fare scelte che diano l’impressione di “sfasciare i conti pubblici”, ha aggiunto Letta in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. La Commissione Ue ha bisogno di capire “come coprire il buco nei conti che si crea con il rinvio dell’Iva prima di commentare la misura”: lo ha detto il portavoce del commissario agli affari economici Olli Rehn. “Dobbiamo ripensare gli strumenti della tassazione in modo da sostituirli con forme meno gravose su lavoro e imprese”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni a proposito dagli interventi temporanei messi in campo da questo Governo sull’Imu e sul rinvio dell’aumento dell’Iva Il miliardo per il rinvio dell’aumento dell’Iva di tre mesi “é coperto con risorse certe”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, aggiungendo che “non ci sono aumenti di natura fiscale, non ci sono aumenti della tassazione. Potrebbe esserci un intervento sulle sigarette elettroniche”. Aumento al 100% dell’acconto Irpef, al 101% dell’acconto Ires e tassa al 58,5% del prezzo di vendita per le sigarette elettroniche. Sono due delle modalità di copertura del rinvio Iva contenute nella bozza del dl all’attenzione oggi del consiglio dei ministri.

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