Effetto Fed sulle Borse, tutti i listini chiudono in profondo rosso

Effetto Fed sulle Borse, tutti i listini chiudono in profondo rosso. A pesare l’intenzione della Fed di stringere il rubinetto della liquidita’ nei prossimi mesi. Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 3,09% a 15.549 punti; Parigi:l’indice Cac-40 è a 3.698,93 punti; Londra: l’indice Ftse-100 perde il 2,98% a 6.159,51 punti; Madrid. L’indice Ibex 35 lascia sul campo il 3,41% a 7.822,10 punti; Francoforte chiude in calo del 3,3% con l’indice Dax a 7.928,48 punti. Giovedì nero per le Borse europee: l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 2,97%, che equivale a 230 miliardi di capitalizzazione bruciati in una seduta. Piazza Affari, con un calo del 2,95% dell’indice Ftse All share, ha ‘perso’ da sola oltre 11 miliardi Lo spread Btp-bund decennale chiude a 288 punti base, in deciso rialzo da 270 di ieri dopo che la Fed conferma l’intenzione di stringere il rubinetto della liquidità sui mercati nei prossimi mesi. La Spagna chiude a 317. Il tasso dei Btp italiani è al 4,54%, quelli dei Bonos al 4,83%. A tre ore dalla chisura, prosegue la giornata ‘no’ di Wall Street, col Dow Jones che dopo i record delle scorse settimane torna sotto la soglia dei 15.000 punti. L’ ‘effetto Fed’ si fa sentire e tutti gli indici sono in perdita: il Dow Jones cede l’1,33%, il Nasdaq l’1,54% e l’indice S&P500 l’1,49% ASIA A PICCO SU TIMORI STRETTA CINA E INDICAZIONI FED – Borse asiatiche a picco in scia ai timori di una stretta del credito in Cina e alle indicazioni della Fed di ridurre stimoli all’economia. In questo scenario i listini del Far East hanno perso mediamente il 3,6% (indice Msci) registrando il peggior tonfo in quasi due anni. Pensanti soprattutto le quattro piazze finanziarie più importanti del continente come Hong Kong (-2,64%), Shangai (-2,34%), Seul (-2%) e Tokyo (-1,74%). “Molti investitori speravano che la festa dei soldi a basso costo andasse avanti e invece Bernanke ha fatto capire che presto la barra tornerà dritta”, ha commentato un operatore. Il numero uno della Fed, ieri, ha lasciato intendere infatti un ritiro graduale delle misure straordinarie e dei tassi vicino allo zero: “Potremmo cominciare a rallentare questo programma già nel 2013, ma tutto dipenderà dalle condizioni economiche e finanziarie”.

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