Enrico Letta ha sciolto la riserva per la formazione del governo.

Enrico Letta ha sciolto la riserva per la formazione del governo. Il giuramento ci sara’ domani alle 11.30. “Il mio auspicio è che ci sia la massima coesione”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando subito dopo la presentazione della lista dei ministri da parte di Enrico Letta. Il presidente incaricato Enrico Letta “é stato l’artefice della nascita di questo governo, io ho assecondato” il suo sforzo, ha detto Napolitano, dopo l’annuncio di Enrico Letta della lista dei ministri. “Non c’é bisogno di nessuna formula speciale” quello che nasce “é un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi” della democrazia parlamentare, ha affermato il Capo dello Stato. “Sono soddisfatto per la squadra che siamo riusciti a comporre – grazie alla disponibilità, alle competenze che si sono messe al servizio del Paese -, per il record della presenza femminile e per il ringiovanimento della compagine”. Lo ha detto Enrico Letta, premier incaricato. “Abbiamo trattato per formazione del governo senza porre alcun paletto, sena impuntarci su nulla eslcudendo persone che fossero ministri in precedenti governi”. Lo detto Silvio Berlusconi, intervistato dal Tg5, che aggiunge: “così abbiamo contribuito a fare un governo in poco tempo”. GRILLO, CON GOVERNO LETTA E’ RESUSCITATO BARABBA – “Con il governo Letta il terzo giorno è resuscitato Barabba”. Lo scrive su Facebook Beppe Grillo, dopo l’annuncio della nascita dell’esecutivo di Enrico Letta. In occasione delle consultazioni del M5S, il presidente del Consiglio incaricato, Gianni Letta aveva concluso l’incontro con la delegazione Cinque Stelle citando Beppe Grillo che nello stesso giorno aveva puntato l’indice contro il 25 aprile: “é morto” aveva detto parafrasando una canzone di Francesco Guccini. Enrico Letta aveva però chiosato: “Beppe Grillo dice che il 25 Aprile è morto. Anche Dio è morto, ma Grillo non dice che dopo tre giorni è risorto..”. Nasce il governo di Enrico Letta. Con il segretario del Pdl Angelino Alfano vicepremier e ministro degli Interni, il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni all’Economia e la leader radicale Emma Bonino agli Esteri. Un governo “politico”, con “record di presenza femminile”: 21 ministri, tra cui sette donne. Tra di loro si segnala la presenza del primo ministro di colore della storia repubblicana: Cecile Kyenge,deputato del Partito democratico che approda al ministero senza portafoglio dell’Integrazione. Filippo Patroni Griffi, già ministro del governo Monti, resterà al fianco di Enrico Letta nella veste di sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. La presenza di Angelino Alfano come vicepremier e titolare del Viminale, suggella invece l’intesa di governo tra Pd e Pdl. Al ministero degli Esteri approda Emma Bonino, trasloca invece dagli Interni alla Giustizia Anna Maria Cancellieri. Nomi esterni alla politica sono quelli di Fabrizio Saccomanni all’Economia e del presidente dell’Istat Enrico Giovannini al Lavoro e alle Politiche sociali. Al dicastero della Difesa si insedierà Mario Mauro, capogruppo di Scelta civica al Senato. Il sindaco di Padova Flavio Zanonato (Pd) avrà la responsabilità dello Sviluppo economico. Alle Infrastrutture e Trasporti arriva Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera. Alle Politiche agricole la deputata Pdl Nunzia De Girolamo, all’Ambiente il deputato Pd Andrea Orlando, all’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, ex rettore dell’Istituto Sant’Anna di Pisa e deputato Pd. Ai Beni e attività culturali e Turismo approda Massimo Bray, direttore editoriale Treccani e deputato Pd. La Salute va alla pidiellina Beatrice Lorenzin. Quanto ai ministeri senza portafoglio, confermato agli Affari europei il ministro del governo Monti Enzo Moavero Milanesi. Agli Affari regionali e autonomie c’é Graziano Del Rio, presidente dell’Anci. Alla Coesione territoriale il sociologo Carlo Trigilia, ai Rapporti con il Parlamento il deputato Pd Dario FRanceschini, alle Riforme Costituzionali il senatore Pdl Gaetano Quagliariello, all’Integrazione Cecile Kyenge, originaria del Congo, alle Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili la campionessa olimpica e senatrice Pd, nata in Germania, Josefa Idem, alla Pubblica amministrazione e semplificazione Gianpiero D’Alia (Udc).

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