PD sotto shock! Bersani e Bindi si dimettono! Prodi rinunzia a presidenza!

”Oggi mi è stato offerto un compito che molto mi onorava anche se non faceva parte dei programmi della mia vita. Ringrazio coloro che mi hanno ritenuto degno di questo incarico. Il risultato del voto e la dinamica che è alle sue spalle mi inducono a ritenere che non ci siano più le condizioni. Ritorno dunque serenamente ai programmi della mia vita. Chi mi ha portato a questa decisione deve farsi carico delle sue responsabilita’. Io non posso che prenderne atto”.Questa la dichiarazione con la quale Romano Prodi rinuncia alla candidatura al Quirinale Romano Prodi ha ricevuto alla IV votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica 395 voti, molto al di sotto del quorum richiesto di 504. I voti del centrosinistra sommati sono di 498 anche in considerazione del fatto che i presidenti di Camera e Senato non votano. 78 preferenze sono andate a Anna Maria Cancellieri, 213 a Stefano Rodotà e 15 a Massimo D’Alema. I risultati ufficiali sono stati letti dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. “La candidatura di Prodi non c’é più”. Così Matteo Renzi parlando con i cronisti lasciando Palazzo Vecchio. “Oggi il segretario del Pd ha chiesto per l’unità del partito di offrire una candidatura molto autorevole. A Prodi tutti hanno detto sì, hanno fatto l’applausone, poi hanno fatto il contrario, il giochino dei franchi tiratori che non è una battaglia a viso aperto”. “Quella di Prodi, rispetto alla vicenda Marini, è un po’ diversa”, aveva premesso Renzi al suo ragionamento sull’ “applausone” che stamani aveva accolto la proposta della candidatura di Prodi all’assemblea dei grandi elettori del Pd, alcuni dei quali hanno poi fatto, dice il sindaco di Firenze, “il giochino dei franchi tiratori”. “Adesso vediamo cosa proporranno Bersani e il Pd”. In queste ore i grandi elettori dovranno sciogliere la matassa”. “Per tutto il giorno sono stato accusato su Facebook di sostenere una candidatura, quella di Romano Prodi. Ora l’accusa è opposta: aver complottato contro la candidatura Prodi. Se non ci fosse di mezzo l’Italia sarebbe da ridere”: così un post di Matteo Renzi. “Io le cose le dico in faccia, sempre. I doppiogiochisti non mi piacciono”. Il Pd smentisce indiscrezioni giornalistiche in base alle quali il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si dimette dopo l’esito del voto su Romano Prodi. “Tutti i nostri voti sono andati a Romano Prodi ed erano ‘segnati’, sono andati tutti a Romano Prodi”. Lo spiega il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore. A chi gli chiede se le loro schede fossero ‘R. Prodi’, Migliore replica di sì. Il Pd sta facendo un congresso in una fase drammatica per il paese, Sel è molto arrabbiata perché i dem mantengono l’Italia dentro una contesa intestina. Lo afferma il leader della sinistra ecologista Nichi Vendola, parlando a Sky. Beppe Grillo insiste sul suo candidato, Stefano Rodotà, anche se il costituzionalista dice di non voler essere di ostacolo nel caso in cui i Cinque Stelle decidessero di puntare su altri candidati. Ma è Beppe Grillo a stroncare qualsiasi illusione: “Nessuno in M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro”. I candidati, dunque, restano tre. E così, complice il rischio – sempre alto – di ‘franchi tiratori’ fra i democrat, l’elezione del professore bolognese non pare affatto scontata. La Cancellieri, al momento, anche con l’appoggio del centrodestra non supererebbe i 342 voti. Stefano Rodotà, il più votato nel terzo scrutinio (dove le schede bianche sono state 465) ha incassato 250 preferenze. Più dei voti a disposizione di grillini e Sel.

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