Grilli: pagare i debiti della P.A. serve a “immettere liquidità nel sistema economico e a far ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà dell’anno in corso”

Il governo intende ”usare lo spazio di 0,5 punti di Pil nel 2013 rimanendo sotto al soglia del 3%. Il limite del 3% e’ invalicabile”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, in audizione in Parlamento.Il provvedimento per pagare i debiti della P.A. serve a “immettere liquidità nel sistema economico e a far ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà dell’anno in corso”. “La nostra idea è allentare per i comuni le regole del patto di stabilità interno e consentire il pagamento dei debiti sulla base degli avanzi di gestione che la maggior parte dei comuni ha, oppure estendere necessaria cassa per far fronte a pagamenti per chi non ha avanzi”. “L’obiettivo di saldo strutturale dovrebbe essere comunque raggiunto” nonostante il pagamento degli arretrati della P.a, ha aggiunto il ministro.Il pagamento dei debiti della P.A. non è “un’operazione senza costi: nel 2013 ci sarà un aumento di 400 milioni” a valere sul debito e quindi un aumento degli interessi da pagare. Anche se di recente grazie ad un attenuarsi dei tassi si sono risparmiati 5,4 mld, ha detto Grilli, in audizione. Sarebbe “pericoloso introdurre il principio che le banche non vengono pagate”, ha concluso il ministro parlando del pagamento dei debiti P.A.. Se si introduce questo principio la possibilità per le imprese di ricevere credito sparisce”. Bisogna “pensare a una sequenza: prima alle imprese poi alle banche”. BANKITALIA, A FINE 2011 A QUOTA 90 MLD – I debiti della P.a. a fine 2011 sarebbero, a seconda di come si rilevano i dati, a quota 90 miliardi, il 5,8% del Pil. Più del 5% del Pil precedentemente stimato,. Lo rileva Bankitalia in audizione in Parlamento. Secondo via Nazionale, la riduzione dei debiti della P.A. “potrà migliorare le condizioni finanziarie di molte imprese ed essere di stimolo alla crescita dell’economia”. Inoltre il pagamento in tempi brevi “potrà limitare il numero di imprese costrette a terminare l’attività”. Viene anche sottolineato come oltre il 10% del totale dei debiti della P.a. (90 miliardi a fine 2011) “é stato ceduto ad intermediari finanziari con clausola pro-soluto e pertanto è già incluso nel debito pubblico. Circa metà dei debiti sarebbe attribuibile a Regioni e Asl. Il pagamento dei debiti P.a., afferma ancora, avrà un effetto sull’indebitamento netto di 0,5 punti: “é importante che non si pregiudichi la chiusura della procedura per disavanzi eccessivi” dell’Ue. Le stime sul prodotto 2014 (+1,3% per il Governo)”risultano più ottimistiche per oltre mezzo punto percentuale”. Lo rileva Bankitalia spiegando che invece le stime 2013 (-1,3%) “sono sostanzialmente in linea con quelle della Commissione Ue e degli analisti privati”. Sul 2014 potrebbero pesare “tensioni sui mercati internazionali”.

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