Rischio ingovernabilita’! M5S primo partito!

Il M5S risulta il primo partito in Italia, con il 25,6%, superando il Pd a quota 25,52%. SENATO: 116 SEGGI A CENTRODESTRA, 113 A CENTROSINISTRA – A scrutinio ultimato sono stati attribuiti 301 seggi del Senato su 315 (mancano Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, che eleggono rispettivamente 7 e un senatore, e i 6 senatori eletti all’estero): 116 seggi sono stati assegnati al centrodestra, 113 al centrosinistra, 54 al Movimento 5 Stelle e 18 alla lista Con Monti per l’Italia. CAMERA: 340 SEGGI CS, 124 CD, 108 GRILLO, 45 MONTI – Dei 617 seggi alla Camera finora attribuiti su 630, 340 sono andati alla coalizione di centrosinistra, grazie al premio di maggioranza; 124 al centrodestra; 108 al Movimento 5 stelle e 45 alla coalizione di Monti. In particolare, per quanto riguarda la coalizione guidata da Bersani, al Pd sono stati assegnati 292 seggi, 37 a Sel, 6 al Centro democratico, 5 a Svp. Sul versante del centrodestra, 97 seggi sono andati al Popolo della Libertà, 18 alla Lega Nord e 9 a Fratelli d’Italia. Al centro, invece, 37 seggi sono stati assegnati alla Lista civica con Monti per l’Italia, 8 all’Udc e nessuno a Fli. Il terzo partito alla Camera è il Pdl con 7 milioni 332.121 voti (21,56%), seguito da Scelta civica con Monti (2 milioni 823.814 voti, pari all’8,30%), Lega Nord (un milione 390.156 voti, il 4,08%), Sel (un milione 90.802 voti, il 3,20%), Rivoluzione civile (765.054, il 2,24%), Fratelli d’Italia (666.001, l’1,95%), Udc (608.292 voti, l’1,78%). Tra gli altri partiti, Fli si è fermato allo 0,46%, con 159.454 voti; Fare, il movimento di Giannino, ha avuto 380.937 voti, pari all’1,12%; la Destra di Storace 220.312 voti (0,64%) e il Grande sud-Mpa 148.570 (0,43%). CAMERA: IL CENTROSINISTRA VINCE PER 124MILA VOTI – Quando mancano solo 5 sezioni su 61.446 per completare lo scrutinio dei voti per la Camera (4 del Lazio e una della Calabria) il centrosinistra si aggiudica il premio di maggioranza del 55%, pari a 340 seggi a Montecitorio, per poco più di 124mila voti, per ad un margine dello 0,36%. A cinque sezioni dalla fine dello scrutinio per la Camera, la coalizione di centrosinistra ha ottenuto 10 milioni 46mila voti, pari al 29,54%, contro i 9 milioni 922mila del centrodestra (29,18%). Al Movimento 5 Stelle sono andati 8 milioni 687mila voti (25.55%), lo 0,14% in più del solo Pd che dunque è il secondo partito di Montecitorio per uno scarto di circa 46mila voti. La coalizione di Monti ha ottenuto invece 3 milioni 591mila voti, pari al 10,56%. CAMERA: OLTRE 1,2 MILIONI DI SCHEDE BIANCHE E NULLE – Alla Camera sono state oltre un milione 260 mila le schede bianche o nulle, mentre al Senato circa un milione e 100.000. In particolare, secondo i dati del Viminale, alla Camera le schede bianche sono state 395.286 (1,12% del totale) e quelle nulle 871.780 (2,47%), mentre 1.951 le schede contestate e non assegnate. Al Senato, invece, le schede bianche sono state 369.301 (1,16%), quelle nulle 762.534 (2,40%) e le schede contestate e non assegnate 1.970. ALFANO, SCARTO IRRISORIO, VIMINALE NON UFFICIALIZZI DATI – I dati del Viminale “sono solo ufficiosi” “soggetti inevitabilmente ad un margine di errore” “certamente superiore allo scarto dei voti, davvero minimo, che si registra tra le prime due coalizioni della Camera”. Lo afferma Angelino Alfano chiedendo al ministero di dichiarare il “too close to call”. I dati diffusi dal Viminale, come ha ricordato il Ministro Cancellieri nei giorni scorsi – si legge nella nota diffusa dal segretario del Pdl -, sono solo dati ufficiosi che vengono raccolti con metodi empirici soggetti inevitabilmente ad un margine di errore. Anche se tale margine è molto contenuto, esso è però certamente superiore allo scarto dei voti, davvero minimo, che si registra allo stato tra le prime due coalizioni della Camera”. “In queste condizioni, come sempre avviene negli Stati Uniti, l’autorità preposta alla diffusione dei dati ufficiosi non può che dichiarare il ‘too close to call’, cioè l’impossibilità di dichiarare il vincitore considerato lo scarto irrisorio di voti a livello percentuale ed assoluto”. “Solo gli Uffici Centrali circoscrizionali e solo l’Ufficio Centrale presso la Corte di Cassazione – spiega Alfano – potranno calcolare con certezza, sulla base dei verbali di tutte le sezioni, la coalizione che ha effettivamente conseguito il maggior numero di voti ai fini dell’assegnazione del premio di maggioranza nazionale”. BERSANI, GESTIREMO RISULTATO NELL’INTERESSE DELL’ITALIA – “Il centrosinistra ha vinto alla Camera e per numero di voti anche al Senato. E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse dell’Italia”. Così Pier Luigi Bersani commenta l’esito dello spoglio alla Camera e Senato. GRILLO, CON NOI NESSUN INCIUCIO O INCIUCINO – “Intanto entriamo in Parlamento e ci perfezioniamo. E non pensino di fare inciucetti, inciucini. Faremo tutto quello che abbiamo promesso in campagna elettorale: reddito di cittadinanza, nessuno deve rimanere indietro. Abbiamo iniziato a cambiare le parole”. Lo afferma Beppe Grillo in streaming su ‘La Cosa’, la web tv del M5S. (ANSA) – ROMA, 25 FEB – “Sono dei falliti: Bersani, Berlusconi, sono uomini falliti. Hanno portato questo Paese alla catastrofe”. Lo afferma Beppe Grillo in streaming su ‘La Cosa’, la web tv del M5S. WSJ, DA URNE PEGGIOR RISULTATO POSSIBILE – “Nonostante le preoccupazioni dei mercati, le elezioni italiane hanno prodotto il peggior esito possibile: un inconcludente risultato dal quale è duro intravedere un qualsiasi governo stabile”: così in un’analisi sul voto pubblicata sul sito on line il Wall Street Journal commenta i dati elettorali provenienti da Roma. “Una forza inaspettata dell’ex premier Silvio Berlusconi e il movimento anticonformista dell’ex comico Beppe Grillo – scrive il Wsj – hanno schiantato le speranze degli investitori per una coalizione tra il partito di centrosinistra guidato da Pierluigi Bersani e l’attuale premier Mario Monti per portare avanti l’agenda delle riforme”. Anche il Financial Times apre il suo sito con le elezioni italiane dando quasi per scontato un ritorno alle urne, vista “la piccola speranza che si possa formare qualunque tipo di maggioranza”. Il terremoto Grillo travolge anche i numeri dei sondaggisti. In una giornata convulsa, i primi dati degli instant poll sono la fotocopia dei sondaggi preelettorali (per Tecnè al Senato Pd-Sel 37%, Pdl-Lega 31%, M5S al 16,5%; alla Camera centrosinistra al 34,5%, centrodestra al 29%, il movimento di Grillo al 19%), e finiscono per fuorviare i primi commenti. Gli istituti di rilevazione fotografano infatti la possibilità di un risultato elettorale in grado di garantire la governabilità con una vittoria del centrosinistra sia alla Camera che al Senato. Ma già dalle prime proiezioni lo scenario cambia: il centrodestra è in testa al Senato con il 31%, seguito dal centrosinistra al 29,5% e dal Movimento 5 Stelle al 26%. Poi, di ora in ora, le proiezioni e i dati dello scrutinio reale, hanno ‘freddato’ le attese di veder uscire dalle urne una maggioranza in grado di governare il paese, convergendo sullo stesso risultato. Ancora provvisorio ma che l’Istituto Ipr per Mediaset ha già letto non in grado di far conquistare a nessuna delle coalizione quella quota di 158 seggi necessari per la maggioranza al Senato. Leggendo i numeri e la loro progressione nel corso del pomeriggio, si è confermato un testa a testa tra le due coalizioni dell’ex bipolarismo, con il centrosinistra dato tra un 31 ed un 31,9% al Senato e tra il 29,2 ed il 30,5 alla Camera ed il centrodestra tra il 29,7 ed il 31,6 per cento al Senato e in un range 28,1-28,2 a Montecitorio. E con il Movimento cinque Stelle che si attesta primo partito (sparentato da qualsiasi coalizione) in entrambe le Camere con una percentuale di voti che a palazzo Madama è intorno al 24% sia secondo le ultime proiezioni, sia in base alle oltre 52 mila (su un totale di più di 60 mila) sezioni scrutinate finora dal Viminale. E registra una performance migliore alla Camera dove è indicato tra il 25,5% ed il 26,1%. Per il Professore e la sua Scelta Civica apparentata con Fli e Udc alla Camera, si profila un ingresso a Montecitorio – sempre secondo le prime proiezioni e scrutini – con una percentuale tra il 10 e l’11% mentre al Senato la sua Lista viaggia tra il 9 ed il 9,5%. SENATO IN’SALSA GRECA’, PDL AVANTI MA E’ INGOVERNABILITA’ GRILLO STRAVINCE, PD E BERLUSCONI NON SUPERANO SOGLIA 158 SEGGI La maggioranza al Senato non c’é. Palazzo Madama esce da queste elezioni in salsa greca: ingovernabile, ingestibile, salvo accordi a sorpresa. Grillo stravince rispetto alle aspettative ma non raggiunge la fatidica quota 158, così come Pd-Sel e Pdl-Lega: almeno al momento dello scrutinio di 44.289 sezioni su 60.431 Sempre secondo questo dato parziale l’alleanza ipotizzabile tra Pd(28.07%) e Sel(2,99%), e la lista Monti (9,18%) arriva ad un inutilizzabile 40.24%. Le uniche varianti possibili, cifre alla mano e sempre secondo dati non ancora definitivi, in grado di superare la soglia utile prevedono o una alleanza tra Pd-Sel e Beppe Grillo o l’intesa tra Pdl-Lega e M5s. Si tratta di alleanze solo ipotizzabili e, stasera, altamente improbabili. Come risulta improbabile l’ipotesi di larghe intese, almeno in base alle prime dichiarazioni di Beppe Grillo e alle convinzioni di Silvio Berlusconi I seggi, secondo i conteggi aggiornati alle 20.30, potrebbero essere attribuiti così: 110-130 per il centrosinistra; 104-124 per il centrodestra; 40-60 per il Movimento 5 Stelle; 8-18 Per Scelta Civica con Monti. Altre proiezioni,come quelle di Piepoli, disegnano altre cifre ma con un identico risultato finale. Infatti al Pd andrebbero 95 senatori, 93 al Pdl, 63 a M5S, 20 alla lista Monti,18 alla Lega Nord, 9 a Sel e 2 a Fratelli d’Italia. Insomma la conferma che il Senato, che a norma di Costituzione,potrebbe anche essere sciolto indipendentemente dalla Camera, non ha ad ora alcuna possibilità di esprimere una maggioranza credibile e che la parola “ingovernabilità” è l’unica cosa certa. LETTA, NO AL RITORNO ALLE URNE – Quella del “ritorno al voto non pare la prospettiva da seguire”. Lo ha detto il vice segretario del Pd Enrico Letta a proposito dell’esito del voto.

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