Conclave: possibile il “motu proprio”

Qualcosa si muove per la data di convocazione del Conclave: c’é molta cautela in Vaticano sull’argomento, ma si inizia a ragionare concretamente sulla possibilità di anticipare di qualche giorno, anche di una settimana l’extra omnes che, a norma della relativa Costituzione Apostolica, dovrebbe invece avvenire non prima di 15 e non oltre 20 giorni dall’inizio della Sede Vacante. Intanto, ha annunciato padre Federico Lombardi, è possibile che il Papa promulghi un “motu proprio” per chiarire alcuni aspetti del Conclave, anche se non è detto che tra questi ci sia proprio la questione “inizio”. In ogni caso, qualcuno nei palazzi apostolici ha cominciato a pensare ad una data possibile che possa partire da dopo l’8 marzo: questa potrebbe consentire il regolare svolgimento delle congregazioni generali con tutti i cardinali già presenti a Roma e, intanto, permettere di arrivare ai “ritardatari”. Non solo: come viene fatto notare Oltretevere, si eviterebbe il rischio di arrivare troppo a ridosso di Pasqua, nel caso le votazioni e le “fumate” si protraessero. Il 24 marzo, appena 4 giorni dopo il limite “massimo” di convocazione del conclave, è già la domenica delle Palme e, viene sottolineato, sarebbe opportuno che il nuovo Papa fosse già insediato per quel giorno. Ma, viene anche ribadito da più fonti, siamo sempre nel campo delle ipotesi. Infatti, se da un lato sono numerose le richieste, venute anche da importanti porporati di Curia, di poter anticipare la data di chiusura delle porte della Sistina, ma non sono mancati autorevoli cardinali, come l’arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois o il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, che nei giorni scorsi hanno chiesto, invece, più o meno espressamente, di non anticipare i tempi. L’unica certezza sono le parole del portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, che confermando in parte l’anticipazione del sito Vatican Insider, ha spiegato che Benedetto XVI “sta prendendo in considerazione la pubblicazione di un Motu proprio, nei prossimi giorni, ovviamente prima dell’inizio della Sede vacante, per precisare alcuni punti particolari della Costituzione apostolica sul Conclave, che nel corso degli ultimi anni gli erano stati presentati”. Parlando con i giornalisti in sala stampa vaticana, padre Lombardi ha poi soggiunto di non sapere se il Pontefice “riterrà necessario od opportuno fare una precisazione sulla questione del tempo dell’inizio del Conclave”. “Se e quando il documento verrà pubblicato – ha detto – lo vedremo. A me – ha proseguito padre Lombardi – risultava, ad esempio, lo studio di qualche punto di dettaglio per la piena armonizzazione con un altro documento che riguarda il Conclave, cioè l’Ordo Rituum Conclavis. In ogni caso – ha concluso il direttore della Sala Stampa Vaticana – la questione dipende dalla valutazione del Papa e se vi sarà questo documento verrà reso noto nel modo opportuno”. Ma se Benedetto XVI non dovesse intervenire con il Motu proprio sulla tempistica di convocazione, chi dovrà decidere? La decisione spetta al decano del Collegio Cardinalizio, il card. Angelo Sodano, che in quanto ultraottantenne non parteciperà al conclave ma che guiderà le congregazioni generali. E c’é chi assicura come la decisione sui tempi, in mancanza di un intervento papale (ma anche parallelamente ad esso) dovrà essere presa in occasione delle prime riunioni ufficiali dei cardinali. Che però, ad 8 giorni dall’inizio delle sede vacante, ancora non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.

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