Volto della Chiesa deturpato da colpe contro l’unità della stessa e divisioni del corpo ecclesiale

Il Papa ha invitato a vivere la quaresima come tempo per “riflettere” su come “il volto della Chiesa venga a volte deturpato da colpe contro l’unità della Chiesa e divisioni del corpo ecclesiale”: Superare “individualismi e rivalità” può essere un “segno umile e prezioso per coloro che sono lontani dalla fede”. Nella omelia della messa delle Ceneri, il Papa ha detto: “Anche ai nostri giorni molti sono pronti a ‘stracciarsi le vesti’ di fronte a scandali e ingiustizie, naturalmente commessi da altri, ma pochi sembrano disponibili ad agire sul proprio ‘cuore’ sulla propria coscienza e sulle proprie intenzioni, lasciando che il Signore trasformi, rinnovi e converta”. Nel particolare rito che apre la Quaresima, durante la messa in San Pietro è stato il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica e vicario del Papa per la Città del Vaticano, a cospargere le ceneri sul capo di Benedetto XVI. Quindi il Papa ha fatto lo stesso con alcuni cardinali, tra cui il segretario di Stato Tarcisio Bertone, vescovi, sacerdoti e semplici fedeli. “Il vero discepolo non serve se stesso o il ‘pubblico’, ma il suo Signore”. “L’autenticità di ogni gesto religioso” “é il vero rapporto con Dio”. “La nostra testimonianza sarà sempre più incisiva quanto meno cercheremo la nostra gloria e saremo consapevoli che la ricompensa del giusto è Dio”. Lo ha detto il Papa nella omelia della messa delle ceneri, l’ultima sua messa pubblica da Papa, visto che ha annunciato la sua rinuncia al pontificato dal 28 prossimo. Benedetto XVI è entrato nell’Aula Paolo VI dove stamane tiene la penultima udienza generale del suo pontificato, prima del ritiro annunciato per il 28 febbraio. Al suo ingresso, il Papa è stato accolto dal lungo e scrosciante applauso della folla che gremisce la Sala Nervi, e, fra le acclamazioni dei fedeli, ha salutato la platea con viso sorridente. “Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili l’amore” che mi portate. “Continuate a pregare per me, per la chiesa per il futuro papa, il signore ci guiderà”. Così, parlando a braccio, il Papa ha concluso un breve discorso prima dell’udienza, in cui ha ricordato che lascerà il pontificato. Il Papa dice di aver rinunciato “in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede”. “Come sapete, ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005”, ha affermato Benedetto XVI all’inizio dell’udienza generale, subito interrotto dall’applauso dei presenti. “Ho fatto questo – ha proseguito – in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede”. “Mi sostiene e mi illumina – ha detto ancora il Papa – la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura”. “Ringrazio tutti – ha aggiunto – per l’amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Continuate a pregare per il Papa e per la Chiesa”. “Grazie per la vostra simpatia”. Così Benedetto XVI ha risposto ai fedeli che hanno subito interrotto le sue parole con un applauso, all’inizio dell’udienza generale, mentre si apprestava a spiegare le ragioni della sua rinuncia al pontificato. “Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio della propria posizione, ma far sì che ogni giorno, nelle piccole cose” la “verità” e l’amore “diventino la cosa più importante, grazie”. Con queste parole il Papa ha concluso la sua catechesi in udienza generale. I presenti lo hanno applaudito per alcuni minuti. Il Papa ha citato la scrittrice anarchica americana Dorothy Day e la sua tentazione di risolvere tutto in politica. “La capacità di contrapporsi alle lusinghe ideologiche del suo tempo per scegliere la ricerca della verità e aprirsi alla scoperta della fede – ha detto – è testimoniata da un’altra donna del nostro tempo, la statunitense Dorothy Day. Nella sua autobiografia, confessa apertamente di essere caduta nella tentazione di risolvere tutto con la politica, aderendo alla proposta marxista”. Un lunghissimo applauso dei fedeli dell’Aula Paolo VI ha salutato Benedetto XVI al termine della catechesi in italiano nel corso dell’udienza generale. I fedeli hanno lungamente acclamato il Pontefice, che con viso sorridente ha rivolto saluti con la mano alla folla, accogliendo quasi con sorpresa la grande manifestazione di affetto. ”Grazie Santita”’ recitano alcuni degli striscioni esposti dal gruppi di pellegrini nella Sala Nervi. Il papa partirà per Castel Gandolfo alle 17 del 28 febbraio in elicottero, quando lascerà il Vaticano per l’ultima volta come Papa. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. In mattinata, ultimo atto ufficiale del pontificato, saluterà i cardinali. “E’ plausibile che nei prossimi giorni ci sia la nomina del presidente dello Ior. Era un processo avviato da molto tempo e non vedo perché si fermi per le dimissioni del papa”. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. Sabato 16 pomeriggio alle 18 udienza privata di Benedetto XVI con Mario Monti. Sabato 23 in tarda mattinata incontrarà il presidente Napolitano. Benedetto XVI inconterà il premier Mario Monti in qualità di presidente del Consiglio e non come candidato alle elezioni. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. “Grazie”, “con commozione e ammirazione” a Benedetto XVI, “per averci dato il luminoso esempio di semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore, un lavoratore però che ha saputo in ogni momento realizzare ciò che è più importante: portare Dio agli uomini e portare gli uomini a Dio”. Lo ha detto il card. Tarcisio Bertone. AL AZHAR, ORA RELAZIONI BASATE SU RISPETTO – Al-Azhar, principale centro teologico sunnita, auspica relazioni “basate su rispetto e apprezzamento reciproco, dopo i recenti cambiamenti in Vaticano”. Lo afferma un comunicato diffuso dall’agenzia Mena. Il dialogo fra al Azhar e Vaticano è interrotto da gennaio 2011, dopo le parole Benedetto XVI a difesa cristiani.

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