Giannino:”Sono contrario alla patrimoniale sugli italiani”

“Sono contrario alla patrimoniale sugli italiani” perché “la deve pagare lo Stato” anche attraverso la cessione del patrimonio immobiliare”. E’ quanto afferma, nel forum all’Ansa il candidato premier di Fare per fermare il declino Oscar Giannino che rileva come “se è lo Stato ad aver fatto il debito è lui che lo deve pagare”. La necessità di una manovra aggiuntiva per i conti dello Stato non è legata a una scelta “politica” ma sono “i numeri a indicarlo”, sottolinea Giannino che, ricordando di “parlare da tecnico” cita la revisione al ribasso delle “precedenti stime” sul Pil e la conseguente necessità di revisione. MONTI ‘CORRENTE’ DEL PD E CAV PROBLEMA DA RISOLVERE – Mario Monti e’ diventato una corrente del Pd e Berlusconi e’ un problema da risolvere. Oscar Giannino fa il punto sul ruolo dell’attuale premier e sulla mancata rivoluzione liberale del Cavaliere che, dice, in anni di governo di centrodestra, non ha realizzato quello che aveva promesso. “Perché visto che la mia è una politica di destra ho deciso di candidarmi per far perdere Berlusconi? Perché lui nei fatti delegittima e usurpa una certa politica di destra”, sottolinea Giannino che critica il Cav anche per il ‘tifo’ che fa in Germania per la ‘Linke’, cioé l’estrema sinistra tedesca. “Se io avessi tradito mia moglie per 18 anni lei mi avrebbe lasciato già dal primo giorno. Io così con Berlusconi. L’ho lasciato, non lo reggo più”. PD HA SBAGLIATO A DIRE NO A RENZI – Il Pd “ha sbagliato” a dire ‘no’ “alle primarie aperte” che avrebbero portato alla probabile vittoria di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze “era una risorsa” che non andava sprecata. Lo afferma il leader di ‘Fare’, Oscar Giannino, al Forum dell’Ansa. “Se ci fosse stato Renzi come segretario del Pd – aggiunge – non si sarebbe candidato Berlusconi, si sarebbe evitata l’Agenda Monti, ci sarebbe stato un riallineamento completamente riformista”. ‘NO MATRIMONI SI’ UNIONI CON DIRITTI’ – “No al matrimonio tra persone dello stesso sesso, sì a unioni da cui far discendere una serie di diritti”. E’ la posizione espressa da Oscar Giannino, nel corso del Forum all’ANSA. Per quanto riguarda la possibilità per i gay di adottare bambini, Giannino chiede “che prima si verifichino se ci sono adeguate tutele per i minori”. Sulle questioni di bioetica, e quindi ”sulla definizione legale e le conseguenze che ne discendono tra vita e morte siamo dell’idea di lasciare liberta’ di coscienza”, dice Giannino. “Io sono per l’estensione della possibilità per i singoli, a prescindere dal genere di realizzare unioni dalle quali far discendere diritti in ordine alla sfera patrimoniale, a quella successoria e alla sfera dell’accesso ai servizi. Assolutamente favorevole. Quando si entra in questioni come l’adozione, invece, faccio notare che prima bisogna identificare quali sono le tutele sul soggetto più debole, che sono gli adottandi”. “Mentre noi abbiamo, nel nostro diritto di famiglia, norme abbastanza precise sulla esercizio della potestà parentale in una famiglia ‘naturale’ si tratta di definire, prima di dividerci eventualmente sull’adozione alle coppie gay, quali tipi di tutele dare agli adottandi in relazione a quali espliciti e concreti impegni assunti di fronte all’ordinamento da parte di chi accede a una richiesta di questo tipo. E qui siamo scoperti: per me, che sono attento ai soggetti deboli, la tutela dell’adottando è la cosa più importante”. ‘GIU’ SPESA E RIDURRE IMPOSTE, UGUAGLIANZA VERTICALE’ – Rimodulare il welfare e ridurre le imposte contestualmente al taglio delle spese. Sono alcune delle ricette che Oscar Giannino, candidato premier di ‘Fare’, illustra nel Forum Ansa. L’obiettivo e’ quello di sostenere le fasce piu’ deboli. E in questa ottica, tra i primi provvedimenti che presenterebbe al Cdm Giannino inserisce anche una misura che applica una ”uguaglianza verticale” e non piu’ ”orizzontale” che preveda una differenziazione delle tasse, a parita’ di reddito, in favore di chi ha contratti a tempo determinato. ‘CAMBIARE VERTICI TECNICI RAGIONERIA-STATO’ – Il problema “é la Ragioneria dello Stato” ed è necessario “cambiare teste e vertici tecnici del Tesoro”. Così Giannino attacca la struttura di Via XX Settembre, imputandogli una resistenza a cedere il patrimonio dello Stato attraverso un programma credibile di privatizzazioni. “Non vogliono cedere”. ‘PER CALO DEBITO CEDERE MATTONE DI STATO’ – Abbattere il debito pubblico con le privatizzazioni, a cominciare da quelle dei ‘mattoni liberi’, ovvero senza vincoli ambientali e culturali. Il candidato premier di Fare per fermare il declino rilancia al Forum Ansa la sua ricetta che interesserebbe almeno il 25% dei 480 miliardi di patrimonio immobiliare ”che oggi costa (rendimento negativo dello 0,5%)” con gare a fondi immobiliari di diritto estero (”In Gb non le Cayman” spiega guardando Londra) evitando le cartolarizzazioni, ”errore del passato”. ‘A ITALIA FA BENE VINCOLO ESTERNO UE’ – “All’Italia ha fatto bene e fa bene il vincolo esterno” come dimostrano “gli enormi benefici che abbiamo tratto in 12 anni di euro, anche se purtroppo” sono stati bruciati “non riuscendo a tenere almeno ferma la spesa pubblica”. Così il leader di Fare per fermare il Declino risponde a una domanda sui rapporti con l’Europa e la posizione di Roma al Consiglio Ue sul budget di domani. “Dobbiamo sperare di non perdere i 20 miliardi di euro e gli 8 per la politica agricola” sul piatto domani, ma anche rivedere la nostra politica proponendo a Bruxelles progetti al Sud “di fattiblità innovativi”, con progetti regolati dalla ‘Common Law’ in grado di attrarre l’interesse e anche gli investitori stranieri. “Ci dobbiamo far vedere a Bruxelles consapevoli di aver imparato la lezione del passato”. ‘SERVE RIVOLUZIONE FISCALE PER LA CULTURA’ – “C’é bisogno di una piccola grande rivoluzione fiscale” nella filiera della cultura nel suo complesso, dall’industria editoriale agli audiovisivi. Lo afferma Giannino, nello spiegare che la sua filosofia complessiva è un “maggior coinvolgimento dei privati” che invece “penalizziamo”. ‘SE PERDO TORNO AL GIORNALISMO COME PM TORNANO TOGHE’ – “Davvero non capisco quale sia lo scandalo”. E’ chiaro che “se perdessi tornerei a fare il giornalista. Mi dicono che non potrei”, ma io rispondo, se ci sono pubblici ministeri che nello stesso caso sarebbero pronti a tornare al proprio lavoro, che peraltro è anche in una struttura pubblica, perché “non potrei tornare io al mio?”. “Comunque se dovessero esserci problemi – conclude – sarei pronto a reinventarmi. L’ho già fatto diverse volte nella mia vita e non mi spaventerebbe farlo di nuovo”.

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