Italia sotto il fuoco dei mercati

Italia sotto il fuoco dei mercati. I timori di una reazione negativa per via dell’incertezza politica, si sono materializzati all’apertura delle contrattazioni con lo spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi che ha aperto subito a 340 punti contro i 323 di venerdì e si è allargato progressivamente per toccare a metà giornata quota 362 punti. Il differenziale italiano si è trascinato dietro anche quello dei bonos spagnoli, salito a 437 punti. Il ministro dell’economia di Madrid De Guindos ha spiegato come le incertezze a Roma “contagiano immediatamente” la Spagna. A metà seduta Piazza Affari conferma lo scivolone e rimane nettamente la peggiore Borsa europea. L’indice Ftse Mib cede il 3,5%, affossato dalle banche: Mps e Intesa perdono il 7%, Unicredit il 6,4%. Sospesa Generali, molto male Fiat (-5%), limita le perdite Eni (-1,6%) ma è passata in negativo Mediaset (-2%) dopo una buona partenza su un buy di Deutsche Bank. Sempre in controtendenza Stmicroelectronics (+1,7%) con l’annuncio del nuovo piano industriale e l’addio alla jv con Ericsson. L’impennata dello spread si è portato dietro anche Piazza Affari oramai diventata “un derivato” del differenziale sia perché questo esprime, seppure in maniera imperfetta, la sfiducia verso l’Italia e la sua economia sia per ragioni tecniche. La forte presenza dei titoli bancari sul listino (in caduta libera con punte del 6% per Intesa Sanpaolo e Unicredit) ha un effetto depressivo immediato sugli indici. Le banche sono doppiamente colpite da un alto spread: per il deprezzamento dei titoli di stato posseduti in forti quantità nel portafoglio e per gli alti costi che devono affrontare per raccogliere denaro rispetto alle rivali europee comprimendo così ulteriormente i margini. Un quadro che si riflette in una sempre maggiore stretta al credito a imprese e famiglie. A ottobre, secondo quanto segnala Banca d’Italia, i prestiti sono scesi dell’1% con una punta del -2,9% per i finanziamenti alle famiglie e, se lo spread non dovesse tornare a calare, il passivo potrebbe allargarsi con effetti depressivi per l’economia reale e il Pil.

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