Sospesa in via cautelare la sentenza del Tar del Lazio che imponeva alla presidente della Regione Renata Polverini di indire le elezioni entro fine settimana.

Sospesa in via cautelare la sentenza del Tar del Lazio che imponeva alla presidente della Regione Renata Polverini di indire le elezioni entro fine settimana. Il Consiglio di Stato ha accolto, con decreto monocratico, la richiesta di sospensiva avanzata da Renata Polverini nel ricorso contro la sentenza di primo grado. Il Consiglio di Stato ha deciso attraverso un decreto, ravvisando le condizione di “estrema gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio”. E nel documento spiega che le ragioni della sospensione cautelare della sentenza del Tar impugnata dalla Polverini: se infatti anziché una sospensiva per decreto con successiva camera di consiglio, il Consiglio di Stato avesse optato per fissare direttamente una camera di consiglio – si legge nel testo – “nelle more della decisione collegiale della domanda cautelare, la necessaria esecuzione della sentenza impugnata da parte della Presidente della Regione, ovvero del commissario ad acta in via sostitutiva, arrecherebbe all’appellante Regione un pregiudizio di estrema gravità quanto ai termini per l’esercizio del potere di indizione delle elezioni e ai contenuti che – a suo avviso – il provvedimento potrebbe avere è finalizzata ad evitare”. Per questo, aggiungono i giudici amministrativi, “ricorre dunque un caso di estrema gravità e urgenza, in relazione al fine di evitare che la pronuncia collegiale sulla domanda cautelare intervenga quando le situazioni soggettive dedotte in giudizio sono state pregiudicate ed anche all’esigenza che il procedimento elettorale abbia inizio con un provvedimento dotato di stabilità”. Il Consiglio di Stato ha fissato per il 27 novembre la camera di consiglio per discutere il ricorso presentato dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini contro la sentenza del Tar Lazio, sospesa in via cautelativa con provvedimento monocratico. E’ opportuno che la fissazione della data del voto in Lazio avvenga dopo un provvedimento del Consiglio di Stato “dotato di stabilità” e quindi dopo la camera di consiglio del 27 novembre e la relativa decisione. E’ quanto stabilisce il decreto del Consiglio di Stato firmato dal presidente della Quinta Sezione in merito al ricorso presentato dal governatore del Lazio. Il Consiglio di Stato ha accolto, con decreto monocratico, la richiesta di sospensiva avanzata da Renata Polverini nel ricorso contro la sentenza di primo grado. Il Consiglio di Stato ha deciso attraverso un decreto, ravvisando le condizione di “estrema gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio”. E nel documento spiega che le ragioni della sospensione cautelare della sentenza del Tar impugnata dalla Polverini: se infatti anziché una sospensiva per decreto con successiva camera di consiglio, il Consiglio di Stato avesse optato per fissare direttamente una camera di consiglio – si legge nel testo – “nelle more della decisione collegiale della domanda cautelare, la necessaria esecuzione della sentenza impugnata da parte della Presidente della Regione, ovvero del commissario ad acta in via sostitutiva, arrecherebbe all’appellante Regione un pregiudizio di estrema gravità quanto ai termini per l’esercizio del potere di indizione delle elezioni e ai contenuti che – a suo avviso – il provvedimento potrebbe avere è finalizzata ad evitare”. Per questo, aggiungono i giudici amministrativi, “ricorre dunque un caso di estrema gravità e urgenza, in relazione al fine di evitare che la pronuncia collegiale sulla domanda cautelare intervenga quando le situazioni soggettive dedotte in giudizio sono state pregiudicate ed anche all’esigenza che il procedimento elettorale abbia inizio con un provvedimento dotato di stabilità”. Il Consiglio di Stato ha fissato per il 27 novembre la camera di consiglio per discutere il ricorso presentato dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini contro la sentenza del Tar Lazio, sospesa in via cautelativa con provvedimento monocratico. E’ opportuno che la fissazione della data del voto in Lazio avvenga dopo un provvedimento del Consiglio di Stato “dotato di stabilità” e quindi dopo la camera di consiglio del 27 novembre e la relativa decisione. E’ quanto stabilisce il decreto del Consiglio di Stato firmato dal presidente della Quinta Sezione in merito al ricorso presentato dal governatore del Lazio.

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