I mercati ritornano in Italia

“Siamo aperti alla discussione su tutto in Parlamento”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, entrando in un’audizione in Parlamento e rispondendo ai giornalisti che chiedevano se il governo è disponibile a rivedere la retroattività sui tagli agli sconti fiscali. “Mai dire mai”, ha detto Grilli a chi chiede se il governo comunque confida nella possibilità di sterilizzare del tutto l’aumento dell’Iva. “Per ora quello che siamo riusciti a fare – ha detto il ministro – è la riduzione di un punto” di aumento che infatti originariamente doveva essere di due punti. “Per ora dobbiamo lavorare sulla legge di stabilità così com’é” ha concluso. Durante il question time in Senato il ministro ha spiegato che “questa legge riduce senza dubbio le imposte perché senza la Legge di Stabilità l’Iva sarebbe salita di 2 punti. Abbiamo cercato di eliminare un aumento di 6 miliardi di imposte”. Sfiorano i tredici miliardi, e si attestano a 12,889 miliardi, gli interventi finanziari che, tra entrate ed uscite, sono previsti dalla Legge di Stabilità per il 2013. Lo si evince dal prospetto di copertura del provvedimento. Il calo delle tasse nel 2013 vale 8,751 miliardi a fronte di aggravi fiscali per 6,555 miliardi. BERSANI,ORA RIFLESSIONE,AIUTARE DOMANDA INTERNA- “Serve una riflessione vera, perché non possiamo scherzare. Ho già detto al governo: visto che non ci siamo parlati prima, dovremo parlarci dopo, perché bisogna fare almeno una cosa che aiuti la domanda interna e non la deprima”. Così Pierluigi Bersani, alla Confcommercio, si rivolge al governo sul ddl stabilità. “Con la Confcommercio – sostiene il segretario Pd al termine dell’incontro con l’associazione di categoria – c’é una comune preoccupazione sulla crisi. Ora bisogna risollevare un minimo la domanda. A noi non interessa un euro in meno ai cittadini delle classi medie”. Bersani invita il governo a stare “molto attento sull’Iva” e considerare l’esito del rapporto “tra detrazioni Irpef e Iva per vedere quanti soldi ci sono dal punto di vista dei ceti medi e popolari”.

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