Il calo delle prime due aliquote Irpef di un punto costerà nel 2013 4,1 miliardi di euro

Il calo delle prime due aliquote Irpef di un punto costerà nel 2013 4,1 miliardi di euro. E’ quanto si legge nella Relazione Tecnica alla legge di stabilità. I tagli degli ‘sconti’ fiscali, con la franchigia e il tetto porteranno risparmi complessivamente pari a 1,156 miliardi di euro “in termini di competenza annua”. Potrebbero essere modificati alcuni dei punti più contestati della legge di Stabilità. Secondo alcune fonti il governo starebbe valutando una modifica alla norma che introduce retroattivamente i tagli delle detrazioni. Tra le possibili modifiche anche la stretta sui benefici per i permessi ai dipendenti pubblici che hanno parenti disabili. Gli ultimi ritocchi alla Legge di Stabilità sarebbero ancora al vaglio dei tecnici e una decisione definitiva potrebbe essere presa a brevissimo. Le ipotesi di modifica, sulle quali sarebbe intervenuto anche l’interessamento del Quirinale, riguarderebbero oltre alla retroattività delle detrazioni – contestata da tutte le forze politiche che sostengono il governo – anche la norma sui permessi in favore dei dipendenti pubblici con familiari disabili (per i quali sarebbero stati individuati profili di illegittimità costituzionale) e l’introduzione della tassazione piena, sopra i 15.000 euro di reddito, per le pensioni di invalidità. Sui tagli di detrazioni e deduzioni, al momento, si starebbero cercando ipotesi alternative di copertura, per consentire il rinvio di un anno. In base al testo arrivato al Consiglio dei Ministri dello scorso martedì, i tagli agli sconti sarebbero dovuti scattare sui redditi 2012, in deroga allo statuto del Contribuente, anche se in termini di cassa i contribuenti avrebbero “pagato” con la dichiarazione dei redditi presentata nel 2013. Sul punto le ipotesi sono diverse anche se si starebbe valutando sia il rinvio del tetto di 3.000 euro per le detrazioni, sia la franchigia di 250 euro per detrazioni e deduzioni (che comunque non avrebbe toccato le spese sanitarie, le spese per le ristrutturazioni e quelle per gli interventi per il contenimento dei consumi energetici). Diverse le ragioni che invece starebbero portando allo stralcio della norma, inserita tra quelle che interessano i dipendenti pubblici. La norma tagliava del 50% la retribuzione per i tre giorni di permesso previsti per assistere un figlio o una moglie disabile ed escludeva completamente la possibilità di richiedere questa agevolazione anche per l’assistenza dei genitori. Il Colle avrebbe individuato possibili profili di incostituzionalità, perché la “stretta” avrebbe creato uno squilibrio tra i diritti dei dipendenti pubblici e quelli dei lavoratori del settore privato. Tra le possibili misure nel mirino di modifiche ci sarebbe anche la tassabilità Irpef delle pensioni di invalidità e di guerra, genericamente indicata nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi il giorno dell’approvazione del ddl e che gli stessi ministri avevano spiegato si sarebbe applicata solo sopra i 15.000 euro di reddito. L’aumento di 1 punto di Iva per le aliquote al 21% e al 10% comporterà per lo Stato una perdita di gettito di 3,280 miliardi di euro. E’ quanto si legge nella Relazione Tecnica nella quale si ricorda che era previsto, dalla legge vigente, un aumento di 2 punti. Ammontano a 49,8 mln i risparmi che si otterrebbero con la stretta ai permessi della 104 per i lavoratori pubblici che assistono un parente disabile. E’ quanto si legge nella Relazione Tecnica al ddl stabilità su un punto che non è escluso possa essere modificato. “L’intervento trae origine – spiega la Rt – dalla maggiore incidenza percentuale nella fruizione dei permessi nel settore pubblico rispetto a quella riscontrata nel settore privato e dalla conseguente esigenza di ricondurre a livelli fisiologici”. La tassazione Irpef delle pensioni di guerra e di invalidità consentirà “un recupero di gettito Irpef di competenza annua di circa +240 milioni”. La norma – secondo quanto si apprende – sarebbe però tra quelle sulle quali è in corso una valutazione per possibili modifiche. RICERCA,PROPOSTA RIFORMA A CONSULTA ENTI- La revisione organizzativa degli enti pubblici di ricerca sarà proposta dalla consulta dei presidenti degli stessi enti, che entro il 31 gennaio dovrà presentare il documento al ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca. Lo prevede il titolo XXX sulla razionalizzazione della ricerca del testo definitivo della Legge di stabilità. NEL 2013 4 MILIARDI DI TASSE IN PIU’ -Quasi 9 miliardi di euro di minori entrate per lo Stato nel 2013, compensate in parte da oltre 6 di prelievo aggiuntivo. Questo il saldo della legge di stabilità ma guardando agli effetti concreti della manovra su imprese e famiglie, l’aggravio di tasse nel 2013, considerato l’aumento dell’Iva, arriva a 4 miliardi di euro. E’ quanto scrive ‘Il Messaggero’ sulla base della Relazione Tecnica al provvedimento. Per quanto riguarda gli effetti delle singole misure, secondo il quotidiano l’imposta di bollo sulle transazioni finanziarie, introdotta come anticipazione della Tobin Tax europea, porterà nelle casse dello Stato 1,1 miliardi di euro ma provocherà anche una diminuzione del 30% delle compravendite azionarie e dell’80% di quelle relative ai derivati. La diminuzione di un punto delle aliquote, attualmente al 23 e al 27%, dovrebbe portare ai contribuenti un beneficio di 6 miliardi di euro. Per quanto riguarda la detassazione dei salari di produttività, il beneficio è di 1,2 mld nel 2013 e di 400 mln per gli anni successivi. Per quanto riguarda l’Iva, il governo considera una riduzione di imposta di 3,3 mld, in quanto l’aumento di 2 punti delle aliquote al 21% e al 10% era già previsto dalla legge e di fatto aumenterà di 1 punto. FORNERO, COSE CHE NON PIACCIONO NEANCHE A ME- Sulla legge di stabilità “il Governo sta ancora discutendo, ci sono alcune cose che personalmente non piacciono neanche a me”. Lo sostiene il ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ne ha parlato a Bologna. “Ci sono alcune cose che richiedono correzioni, lo farò presente al presidente Monti e al ministro Grilli, credo che si possa correggere qualcosa, in particolare sulle questioni che riguardano le politiche sociali”. “Ne stiamo ancora discutendo – ha aggiunto la Fornero – perché è una legge di stabilità che dà un segno molto forte di riduzione delle aliquote fiscali sui redditi bassi. Ma ci sono alcuni aspetti che richiedono correzioni, e credo che ci sarà spazio per farne anche in Parlamento”. Secondo la Fornero gli aspetti che richiedono i maggiori interventi sono quelli relativi alle politiche sociali. “Sono convinta – ha detto – che possiamo dare un messaggio di trasferimento di tassazione sui redditi un po’ più alti e uno sgravio ai redditi più bassi. Ma non possiamo farlo se affianchiamo questa misura con una revisione dei meccanismi che presidiano gli interventi in ambito sociale che sembrano andare in direzione opposta quindi, a mio avviso, è lì che bisogna lavorare”.

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