Nel 2013 il Pil si ridurrà dello 0,2%

Nel 2013 il Pil si ridurrà dello 0,2% “principalmente per l’effetto di trascinamento del calo registrato l’anno precedente; infatti la variazione trimestrale del Pil inizierebbe ad essere positiva già a partire dal primo trimestre”. Lo chiarisce la Nota di Aggiornamento al Def. DEFICIT 2012 PEGGIORA PER MENO ENTRATE E COSTO DEBITO -Nel 2012 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stimato al 2,6% del Pil, superando di circa 1 punto percentuale il valore indicato nel Def. “Il maggior deficit è correlato ad un’evoluzione delle entrate meno favorevole del previsto e a un maggior costo del servizio del debito, in parte compensato da una dinamica più contenuta delle altre voci di spesa corrente”. IN 2012 SPESA +8 MLD SU 2011 PER INTERESSI DEBITO – L’Italia quest’anno spenderà 86,119 mld per gli interessi sul debito, 8 mld in più rispetto al 2011. Nel 2013 la spesa salirà di 3,1 mld, collocandosi a 89,2 mld. Nel 2015 la spesa per il debito supererà i 100 miliardi attestandosi a quota 105,394 miliardi di euro. TASSO DISOCCUPAZIONE SALIRA’ ALL’11,4% NEL 2013 – Il tasso di disoccupazione raggiungerebbe in Italia il 10,8% nel 2012 per poi aumentare all’11,4% nel 2013. E’ quanto indica la Nota di Aggiornamento al Def. SEGNALI CONTRAZIONE OFFERTA CREDITO A PRIVATI – L’aumento degli spread ha conseguenze sugli “istituti operanti sul mercato interno che hanno visto aumentare i costi di approvvigionamento con una traslazione sui tassi di finanziamento a famiglie e imprese. La crescita dell’offerta di credito al settore privato è rallentata fino a dare segnali di contrazione”, dice la Nota al Def. SPESA FAMIGLIE IN CALO ANCHE IN 2013, -0,5% – Le famiglie torneranno a spendere di più solo nel 2014. Dopo un calo, stimato per quest’anno al 3,3%, nel 2013 ci sarà una ulteriore contrazione dello 0,5% e una ripresa (+0,6%) solo a partire dal 2014. Lo evidenzia la nota di Aggiornamento al Def. Pesano “l’andamento del mercato del lavoro e quello del reddito disponibile”. SU RALLENTAMENTO ECONOMIA PESANO TIMORI PER FISCO USA -“Secondo le principali organizzazioni internazionali, il rallentamento diffuso è anche dovuto alle criticità legate alla gestione della crisi dei debiti sovrani dei paesi dell’area dell’euro e ai timori legati alle imminenti decisioni di politica fiscale negli Stati Uniti”. E’ quanto si legge nella Nota di Aggiornamento al Def. FONTI UE, ITALIA AVANTI SENZA INDUGI SU RIFORME – La Commissione Ue valuta positivamente il “raggiungimento” degli obiettivi di riduzione del deficit 2012 “nonostante la congiuntura economica negativa”, e la conferma dell’avanzo primario per quest’anno e il 2013. Questa l’indicazione raccolta dall’Ansa da fonti comunitarie dopo la revisione del Def. E’ “importante” che l’Italia “mantenga la stessa determinazione” nell’andare avanti sulla strada delle riforme come fatto finora: la Commissione Ue “continuerà a monitorare da vicino” l’evoluzione della situazione. Lo hanno detto all’Ansa fonti comunitarie.

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