Rossella Urru è libera

Rossella Urru è libera. La conferma arriva dal ministro degli Esteri Giulio Terzi. Finisce così per la cooperante italiana un sequestro durato nove mesi: era stata fatta prigioniera lo scorso ottobre in Algeria. “Si tratta di una bellissima notizia”, afferma Terzi, nell’annunciare che Rossella “sta per entrare in contatto con l’unità di Crisi: speriamo di parlarle quanto prima”. “I familiari di Rossella Urru sono qui con me e gli ho portato i saluti del Capo dello Stato” Giorgio Napolitano che “ha seguito personalmente, insieme al presidente del Consiglio, a me e a tutto il governo questo caso così difficile per l’opinione pubblica italiana”, racconta il ministro degli Esteri. “Il caso di Rossella Urru rappresenta un simbolo dei valori del coraggio e dell’eroismo delle nostre donne che lavorano su terreni di cooperazione estremamente difficili”, sottolinea il ministro degli Esteri. Si tratta di persone, aggiunge, che “rappresentano la dignità, l’orgoglio e la grandezza dell’Italia”. Il presidente della Repubblica Napolitano ha appreso con sollievo e con gioia la notizia della liberazione dopo la lunga prigionia. Napolitano rivolge oggi il proprio apprezzamento alle Amministrazioni e ai Servizi di Sicurezza per la loro tenace iniziativa e per il felice esito raggiunto. “Sono emozionatissima, non vedo l’ora di riabbracciare mia figlia”. Sono le prime parole della mamma di Rossella Urru, Marisa, che poco fa ha parlato al telefono con la deputata del Pd, l’oristanese Caterina Pes, che ha seguito sin dall’inizio la vicenda del rapimento della cooperante sarda liberata oggi dopo 9 mesi di prigionia. “Sono contentissima, vorrei tanto abbracciarla”: così Sandra Mariani, nelle mani dei rapitori fino al 17 aprile scorso. “Sono tanto contenta – dice Sandra, al telefono dalla sua casa di San Casciano Val Di Pesa – è finito un incubo. Non mi ha mai abbandonato il pensiero che Rossella, così come altri, fossero ancora nelle mani dei rapitori”. L’ATTESA PRIMA DELLA CONFERMA – La conferma ufficiale della Farnesina rompe un’incertezza durata diverse ore. Nel primo pomeriggio un portavoce di Ansar Dine, gruppo islamico presente in Mali, dà infatti la notizia della liberazione nel nord del Paese di un ostaggio italiano e due spagnoli prigionieri del gruppo islamico Mujwa legato ad al Qaida. La stessa fonte non fa tuttavia il nome della cooperante italiana, né dei due ostaggi spagnoli liberati. “Ci è stato riferito che tre ostaggi sono stati liberati nella regione di Gao”, dice alla Reuters il portavoce Sanda Ould Boumama. Interpellata sulle voci di liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, la Farnesina fa inizialmente sapere che sta verificando la notizia attraverso tutti i canali disponibili. Il ministro degli esteri Giulio Terzi segue la questione personalmente e attraverso l’Unita’ di crisi. La notizia della possibile liberazione della Urru viene diffusa già in mattinata dal sito de “Il Foglio”. Secondo le fonti del quotidiano, la cooperante, sequestrata in ottobre, sarebbe stata liberata dai miliziani del Mujao (il Movimento per l’unità e il jihad in Africa occidentale) nei pressi di Timbuctù e si troverebbe ora nelle mani dei mediatori. CAMPANE A FESTA A SAMUGHEO, BENTORNATA ROSSELLA! – La conferma della liberazione di Rossella Urru arriva a Samugheo alle 19,30 con i telegiornali e al bar di Mario Sulis, zio della ragazza rapita a ottobre in Algeria, scoppia subito un applauso. La festa in paese comincia qualche minuto dopo con il parroco don Alessandro Floris che suona le campane a stormo della chiesa parrocchiale. Don Alessandro ha anche avuto una conferma di prima mano dal fratello di Rossella, Mauro, che è da stamattina a Roma assieme ai genitori Graziano e Marisa. “E’ tutto vero”, ha detto Mauro parlando al telefono con il parroco che ha quindi dato il via alla festa. I primi a festeggiare sono i bambini e i ragazzini che da qualche ora stazionavano nella piazza principale del paese tra la Chiesa parrocchiale e gli uffici del municipio. Poi comincia il concerto dei clacson e il corteo delle auto che passano e ripassano lungo la via principale. E stavolta è sicuro che non ci saranno delusioni. LA VICENDA DI ROSSELLA – Rossella Urru è stata rapita il 23 ottobre in un campo Saharawi a Tinduf, nel sud dell’Algeria, in un’azione rivendicata dal gruppo dissidente dell’Aqmi. Originaria della provincia di Oristano la cooperante, 30 anni, e’ rappresentante dell’ong Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp) e lavora da due anni nel campo profughi saharawi di Rabuni, nel sud ovest dell’Algeria. Con lei sono stati sequestrati Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo saharawi, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat. Al momento del rapimento, Urru era l’unica italiana che lavora nel campo profughi saharawi, e’stata la seconda connazionale nelle mani dell’Aqmi. Il 2 febbraio scorso era stata infatti prelevata Maria Sandra Mariani, 53 anni, turista fiorentina gia’ rilascita nei mesi scorsi. Il campo dove e’ avvenuto il sequestro accoglie 150 mila rifugiati. Il Cisp si occupa di questo tipo di interventi dal 1984. La battaglia dell’indipendenza del popolo saharawi o del Sahara occidentale dura ormai da oltre 35 anni anni. Ex possedimento spagnolo abbandonato in tutta fretta alla morte di Francisco Franco, il Sahara occidentale fu annesso dal Marocco nel 1975. Da allora, i miliziani del Fronte Polisario (Fronte popolare per la liberazione del Seguya el Hamra e del Rio de Oro) rivendicano l’indipendenza del territorio, in cui hanno unilateralmente proclamato una Repubblica autonoma, e – forti del sostegno della vicina Algeria – si battono per ottenere il ritiro dei militari marocchini. Tra Rabat e Algeri vi e’ tuttora, a causa di cio’, un gelo diplomatico.

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