Crescita economia italiana: bisogna trovare il modo di ridurre la pressione fiscale su lavoratori e imprese

Per ritrovare la crescita dell’economia italiana, che “é l’obiettivo principale”, “bisognerà trovare il modo di ridurre la pressione fiscale” su lavoratori e imprese. E’ quanto afferma il vice direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, secondo cui l’elevata pressione mette a repentaglio la crescita. Rossi, rispondendo alle domande di alcuni parlamentari in una audizione alla Camera, ha ricordato come “la pressione fiscale sia molto alta in Italia sia nel confronto storico che internazionale”, è una “situazione che mette a repentaglio il rilancio della crescita che rappresenta l’obiettivo principale che noi dobbiamo porci”. Per Rossi, infatti, si tratta “dell’obiettivo nazionale interrompere un lungo periodo crescita bassa e stagnazione”. “E’ indubbio – conclude – che per cogliere l’obiettivo bisognerà trovare il modo di ridurre la pressione fiscale, e in modo particolare le aliquote legali” su lavoratori e imprese. Nei prossimi mesi è prevedibile un allentamento delle tensioni sul credito grazie alla seconda misura straordinaria varata dalla Bce a febbraio con i finanziamenti a tre anni, ha ribadito il vicedirettore generale della Banca d’Italia. Per Rossi “é ancora presto” per vedere nei bilanci delle banche gli effetti delle operazioni Bce, ma dovrebbe arrivare una “normalizzazione delle condizioni dell’offerta di credito”. BANKITALIA: DA SPENDING REVIEW RISORSE PER PAREGGIO 2013 – Per avvicinarsi maggiormente al pareggio di bilancio nel 2013 “potrebbero essere utilizzate risorse reperite attraverso la spending review e una migliore gestione del patrimonio pubblico”. Lo afferma il vicedirettore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi in audizione alla Camera, ricordando la “volatilità dei mercati”. I “rischi connessi con il perdurare delle tensioni sui mercati del debito sovrano restano elevati”, ha proseguito Rossi, e “richiedono di perseverare nelle politiche di risanamento dei conti pubblici, di avanzare nelle riforme a sostegno della crescita e di contribuire al rafforzamento degli strumenti per la stabilità finanziaria”. “In linea con gli impegni assunti nell’ambito della Procedura per i disavanzi eccessivi, nel 2012 il disavanzo sarebbe nettamente inferiore alla soglia del 3% del Pil – ha proseguito Rossi -. Secondo il Def, i conti pubblici nei prossimi anni soddisferanno senza ulteriori interventi correttivi le regole di bilancio concordate a livello europeo”. La lotta all’evasione e la razionalizzazione della spesa “potranno consentire nel medio termine di ridurre le elevate aliquote di prelievo sul lavoro le attività di imprese sostenendo” l’economia. Rossi ha spiegato come grazie ai risparmi nella razionalizzazione della spesa si potrebbe ridurre la pressione fiscale di “oltre tre punti nel periodo 2014-2016″, riportandosi al 42%, appena sotto il livello del 2010. In questo modo, sottolinea Rossi, la pressione fiscale in Italia manterrebbe un divario rispetto alla media dei paesi dell’area euro che nel 2010 era inferiore al 40%. Inoltre ”i contribuenti ligi ai doveri fiscali potrebbero trarre ulteriore giovamento da una riduzione delle aliquote legali finanziata dai risultati del contrasto all’evasione”. Ci potrebbe essere un ”anticipo della ripresa alla fine di quest’anno” a determinate condizioni, ha proseguito il vicedirettore di Bankitalia: ”Se cesseranno le preoccupazioni dei mercati sulla credibilita’ delle politiche di risanamento fiscale e di rilancio della crescita, sull’efficacia della governance europea, con un deciso effetto di riattivazione del credito e della fiducia degli investitori”. Il risanamento dei conti pubblici ha avuto “nel breve periodo inevitabili effetti negativi sull’attività economica” italiana, ma “ha consentito di arginare la perdita di fiducia degli investitori nella capacità dello Stato italiano di onorare i propri debiti scongiurando scenari ancora più recessivi”. ”Il contenimento della spesa non deve compromettere la qualita’ dei servizi pubblici offerti ai cittadini: una sistematica rivisitazione dell’intervento pubblico rappresenta anzi l’occasione per migliorarla. Segnali importanti per i cittadini verrebbero da una minore complessita’ e dal contenimento del costo delle istituzioni pubbliche”. CORTE CONTI, TASK FORCE SU DISMISSIONI – ”L’ambito di fattibilita’ delle dismissioni dovrebbe essere oggetto di un sollecito ed attento esame, perche’ una ripresa delle politiche di dismissioni del patrimonio pubblico puo’ risultare opportuna” sia per la riduzione del debito che per ”abbattere il ricorso netto al mercato”. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, per il quale sarebbe necessaria ”all’interno del governo una ‘sede dedicata’ supportata da una task force operativa”. GRILLI, NON FAREMO PATRIMONIALE – “La dimensione del debito pubblico é il nostro ‘tallone d’Achillé e il peggioramento congiunturale fa sì che dal 2011 al 2012 aumenta”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un’audizione alla Camera sottolineando che il Governo ‘Non ha in programma patrimoniali o altri interventi fiscali, già è stato un forte intervento con l’Imu sul patrimonio immobiliare’. ‘L’aggiustamento fatto è di natura strutturale ed è solido già a partire dal 2013 – ha aggiunto – Con le ultime manovre di finanza pubblica, le due fatte la scorsa estate e il decreto Salva-Italia di fine 2011, “c’é stato un processo di aggiustamento di quasi 5 punti percentuali del Pil” tra il 2012 e il 2014. Per effetto delle massicce manovre di risanamento adottate nel corso del 2011, il saldo strutturale, corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum, dovrebbe ridursi di 3,2 punti percentuali nel 2012 fino a raggiungere nel 2013 un avanzo pari allo 0,6 per cento del Pil, oltrepassando con un ampio margine l’obiettivo di bilancio di medio periodo’. GRILLI, CON TAGLI NON SUBITO CRESCITA – La spending review è importante, ma “non dobbiamo illuderci soprattutto dal punto di vista congiunturale: qualsiasi taglio alla spesa non facilita la crescita, tagliando la spesa pubblica d’impatto l’economia non va meglio”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un’audizione alla Camera, spiegando che “l’importante è che il taglio della spesa pubblica sia accompagnato nel medio periodo da un ribilanciamento con un taglio della pressione fiscale o investimenti”. “E’ stato stimato un impatto cumulato delle riforme del 2,4% sul Pil. Tuttavia, qualora si continuasse nello sforzo riformista e si chiudesse il gap dell’Italia con i primi tre best-performers, si raggiungerebbe un impatto del 5%”. Il Fondo monetario condivide le azioni messe in campo dall’Italia e “neanche da loro si chiede nulla di più di quanto già fatto”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, rispondendo ai giornalisti che chiedevano se fosse esclusa una nuova manovra. CORTE CONTI, TASK FORCE SU DISMISSIONI – ”L’ambito di fattibilita’ delle dismissioni dovrebbe essere oggetto di un sollecito ed attento esame, perche’ una ripresa delle politiche di dismissioni del patrimonio pubblico puo’ risultare opportuna” sia per la riduzione del debito che per ”abbattere il ricorso netto al mercato”. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, per il quale sarebbe necessaria ”all’interno del governo una ‘sede dedicata’ supportata da una task force operativa”.

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