il Governo non ha in programma patrimoniali

“La dimensione del debito pubblico é il nostro ‘tallone d’Achillé e il peggioramento congiunturale fa sì che dal 2011 al 2012 aumenta”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un’audizione alla Camera sottolineando che il Governo ‘Non ha in programma patrimoniali o altri interventi fiscali, già è stato un forte intervento con l’Imu sul patrimonio immobiliare’. ‘L’aggiustamento fatto è di natura strutturale ed è solido già a partire dal 2013 – ha aggiunto – Con le ultime manovre di finanza pubblica, le due fatte la scorsa estate e il decreto Salva-Italia di fine 2011, “c’é stato un processo di aggiustamento di quasi 5 punti percentuali del Pil” tra il 2012 e il 2014. Per effetto delle massicce manovre di risanamento adottate nel corso del 2011, il saldo strutturale, corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum, dovrebbe ridursi di 3,2 punti percentuali nel 2012 fino a raggiungere nel 2013 un avanzo pari allo 0,6 per cento del Pil, oltrepassando con un ampio margine l’obiettivo di bilancio di medio periodo’. NON ILLUDERSI, CON TAGLI NON SUBITO CRESCITA – La spending review è importante ma “non dobbiamo illuderci soprattutto dal punto di vista congiunturale: qualsiasi taglio alla spesa non facilita la crescita, tagliando la spesa pubblica d’impatto l’economia non va meglio”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un’audizione alla Camera, spiegando che “l’importante è che il taglio della spesa pubblica sia accompagnato nel medio periodo da un ribilanciamento con un taglio della pressione fiscale o investimenti”. “E’ stato stimato un impatto cumulato delle riforme del 2,4% sul Pil. Tuttavia, qualora si continuasse nello sforzo riformista e si chiudesse il gap dell’Italia con i primi tre best-performers, si raggiungerebbe un impatto del 5%”. Il Fondo monetario condivide le azioni messe in campo dall’Italia e “neanche da loro si chiede nulla di più di quanto già fatto”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, rispondendo ai giornalisti che chiedevano se fosse esclusa una nuova manovra.

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