Spending review per salvare l’Italia

A pochi giorni dalla spending review il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, secondo quanto si apprende, sta garantendo l’impegno per dare credibilità all’obiettivo del pareggio di bilancio in modo da rendere effettivi i tagli ai ministeri spesso di difficile attuazione tanto da portare a debiti fuori bilancio. Il lavoro preliminare alla spending review compiuto in questi mesi dal ministro Giarda, sempre secondo quanto si apprende, ha evidenziato come in alcuni casi i ministeri si siano trovati con debiti fuori bilancio a causa, in gran parte, del fatto che è stata loro imposta una riduzione lineare delle risorse che talvolta ha colpito voci essenziali delle quali non si poteva fare a meno. Il risultato è stato che i tagli messi nero su bianco e contabilizzati ai fini del pareggio di bilancio non si sono realizzati e che ora per evitare il ricorso a nuove tasse è necessario fare in modo che le amministrazioni li compiano. Per fare ciò, è però la convinzione, è necessario individuare le aree dove poter risparmiare studiando caso per caso ed evitando di esercitare pressioni eccessive sui ministeri. PASSERA: ‘PER CRESCITA 100 MILIARDI’- ”Tra infrastrutture, lavori, investimenti a favore delle aziende che investono, recupero dello scaduto”, stiamo parlando di oltre 100 miliardi di interventi anche nel breve medio periodo. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera parlando delle iniziative che sta portando avanti il Governo per favorire la crescita. “Le iniziative che sta portando avanti il governo – ha detto il ministro – fanno ben sperare che nel corso dell’anno si possa cambiare segno.Si stanno creando tutte le condizioni per far sì che il Paese possa rimettersi a crescere – ha detto Passera – facendo e accelerando sia riforme sia l’afflusso di risorse”. “Il lavoro di questo governo – chiosa il ministro dello Sviluppo Economico – è molto difficile e chiunque voglia dare una connotazione di altro genere lo rende semplicemente più difficile” Il ministro dello Sviluppo Economico spiega poi che “é chiaro che ci sono resistenze” ma sulla cosiddetta “‘Spending Review’ ho la sensazione che ci sia grande disponibilità, grande voglia”. “I cittadini – dice Passera a margine di una visita al Salone del Mobile – chiedono cose concrete molto forti che compensino i sacrifici che bisogna tutti insieme fare per portare il Paese al di là del guado”. Sulla revisione della spesa, prosegue Passera, “vedo che molte idee stanno venendo fuori: è chiaro che ci sono resistenze, bisogna dire dei no, bisogna dire dei non più e che d’ora in avanti è un’altra cosa”. “Noi ci mettiamo la nostra parte – ha concluso il ministro – con la possibilità di versare questi recuperi al cittadino”. “Spending review – ha detto ancora Passera – vuol dire riduzione ma anche aumento, in certi campi che fanno futuro, innovazione, ricerca, accompagnamento delle aziende e sostegno alle esportazioni”. “Non voglio entrare nel merito di singole misure – ha proseguito il ministro – ma lo spazio per ridurre i costi c’é: per esempio regioni meno efficienti di altre si allineino ai migliori performer, ad esempio in campo sanitario”. Oppure, secondo il ministro, si potrebbe “andare a recuperare e mettere in comune gli investimenti nel campo dell’informatica” o ancora razionalizzare “investimenti duplicati o triplicati”. In ogni caso, secondo Passera, “dobbiamo sapere che non ci sarebbe nessuna forma di crescita senza il controllo dei conti”, come sottolineato anche ieri dal premier Mario Monti, anche per Passera “non c’é alternativa se non demagogica al rigore”. “Questo salone – ha detto infine Passera, come ieri il premier Monti – dimostra che l’Italia non solo ce la può fare ma ce la può fare alla grande e meglio di altri”: il successo del settore dell’arredo, soprattutto nel campo delle esportazioni, “dimostra – ha sottolineato Passera durante un giro tra gli stand di Fieramilano – che la globalizzazione è un’opportunità per un Paese come l’Italia, dove si mettono insieme competenze, conoscenze, mestieri tradizionali, innovazione, capacità di andare sui mercati esteri”.

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