Sospensione a divinis per don Vincenzo Chiodi candidato alle cimunali di Isernia

Sospensione a divinis. Questa la decisione della Curia vescovile di Isernia nei confronti di don Vincenzo Chiodi che, nonostante il parere contrario del Vescovo, ha deciso di candidarsi alle elezioni comunali di Isernia nella lista del Guerriero Sannita. ”Per effetto di tale pena – si legge in una nota a firma di don Paolo Scarabeo, direttore dell’ufficio Comunicazioni sociali – sia nella Diocesi di Isernia-Venafro che altrove, non potra’ celebrare l’Eucaristia, ne’ i Sacramenti e i Sacramentali, non potra’ predicare e porre in essere atto legato al Sacro Ministero”. L’avvertimento della Curia di Isernia-Venafro e’ arrivato lo scorso 3 aprile ed era perentorio: se don Vincenzo Chiodi non si ritirera’ dalla competizione politica, il Vescovo ”si riserva di prendere gli opportuni provvedimenti previsti dal diritto” canonico. Dalle parole, dunque, ai fatti. A distanza di pochi giorni e, dopo il rifiuto di don Chiodi a chiamarsi fuori dalla corsa per un posto di consigliere comunale ad Isernia nella lista del Guerriero Sannita, e’ arrivata la comunicazione ufficiale della sua sospensione ‘a divinis’. Da oggi, dunque, il sacerdote non potra’ piu’ celebrare Messa, predicare o ”porre qualsiasi atto legato al Sacro Ministero”. Cosi’ si e’ espressa la Curia in una nota ufficiale nella quale scrive la parola ‘fine’ alla vicenda. Decisione che non lascia dubbi. ”A un chierico – spiegava la Curia pochi giorni fa – non e’ consentito avere parte attiva nei partiti politici e di assumere uffici pubblici che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile”. Poche righe nelle quali, pero’, vengono spiegati a chi non ‘mastica’ il diritto Canonico, i doveri ai quali deve attenersi un sacerdote nella specifica materia.

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