La Nave delle Spose approda a Doppia Scena 

Un viaggio dentro l’anima della Donna. Racconto emblematico di un inestinguibile processo di emancipazione. Questo vuole essere la novità teatrale La Nave delle Spose, che prende le mosse dalla vicenda storica delle (mal)maritate per procura, destinazione oltreoceano.     Le tematiche dello spettacolo saranno al centro del prossimo appuntamento di Doppia scena, il fortunato ciclo di incontri nato dalla sinergia tra il Teatro Stabile di Catania e la Feltrinelli. Lunedì 12 marzo alle ore 18, nel megastore di via Etnea, il pubblico potrà incontrare un magnifico sestetto: le coautrici Lucia Sardo (che è anche protagonista) ed Elvira Fusto, il coprotagonista Miko Magistro, la stilista e costumista Marella Ferrera e il compositore Mario Incudine, capitanati dal nocchiero Giuseppe Dipasquale, direttore del TSC e altresì regista dell’allestimento, che vanta ancora le coreografie di Donatella Capraro, le luci di Franco Buzzanca e un cast di altissima qualità.

La pièce evidenzia nodi secolari ed urgenti, come sottolinea Dipasquale: «Una deportazione di donne, a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta, dalla Sicilia all’America in una nave della speranza, così come avviene oggi per gli immigrati (soprattutto clandestini) dei paesi del Sud del mondo, costituisce un vulnus che la nostra cultura, il nostro senso della democrazia non ha ancora saputo risolvere nel profondo: né attraverso la legislazione, né, cosa più grave, attraverso i comportamenti. Lo spettacolo agisce in una forma nuova di raccontare, attraverso le parole di Lucia Sardo ed Elvira Fusto, fortemente con la musica di Mario Incudine come con i costumi di Marella Ferrera, e disperatamente con i movimenti di Donatella Capraro. A loro ho chiesto di condividere questa idea: entrare nelle pieghe di una speranza collettiva della donna che ad ogni nuova occasione sa ripartire per alimentare una nuova speranza di emancipazione. Tale sforzo responsabilizza soprattutto, ma non solo, noi uomini e ci consegna giornalmente la domanda se ad oggi abbiamo corrisposto o meno a questa necessaria speranza».

La produzione dello Stabile è dunque in piena armonia col cartellone 2011-2012, dedicato all’universo femminile e significativamente intitolato “Donne. L’altra metà del cielo”.

La programmazione, che ha debuttato con vivo successo l’8 marzo, festa della donna, al Verga, si protrarrà fino al 30 marzo. La narrazione percorre la parabola umana di otto donne. Rosa è la sposa bambina: quando riceve dal promesso sposo l’abito per maritarsi non ha ancora il ciclo mestruale, Maria è sordomuta, scelta proprio per la dote del silenzio. Iolanda fugge dalla violenza subita da torve figure maschili. Santina è una barbona pazza, Gina una trovatella che alla monacazione ha preferito il matrimonio, Emma la prostituta malata di tbc alla ricerca di un’ultima chance. Giulia, colta figlia di un astronomo, non aspira alle nozze ma a conoscenza e avventura. Il loro viaggio è accompagnato da una divinità protettrice della nave, La Maga delle Spezie, una sorta di Lare, che guida i passeggeri attraverso la riflessione spirituale.
«In questo viaggio – evidenziano le autrici Lucia Sardo ed Elvira Fusto – si compie e si consuma una metafora: è il percorso di trasformazione e speranza dell’anima femminile, proiettata al futuro per lasciare il passato, ma con la consapevole certezza di un salto nel buio. È questo che fa grandi quelle donne, moderne eroine che lottano per l’ennesima emancipazione».

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