“Per non morire di mafia” allo Stabile di Catania

L’antimafia di Pietro Grasso e il vigore scenico di Sebastiano Lo Monaco

 

Un intenso monologo di teatro civile, tratto dal libro del magistrato siciliano simbolo della lotta a Cosa nostra, sui palcoscenici di Enna e Trecastagni

 

         Quando comincia la nuova mafia? Come ha cambiato la vita della Sicilia e dell’Italia? Che cosa ci resta ancora da fare e da sperare con sconfiggerla?

         Sono solo alcuni degli interrogativi che il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso si pone nel suo libro

Per non morire di mafia, che viene ora riproposto in versione teatrale.

 Una trasposizione, dalla narrativa al palcoscenico, maturata nell’ambito del fortunato sodalizio artistico che lega l’attore Sebastiano Lo Monaco al drammaturgo Nicola Fano e al regista Alessio Pizzech, e portata in scena con l’adattamento drammaturgico di Margherita Rubino (scene Giacomo Tringali, costumi Cristina Darold, musiche Dario Arcidiacono, luci Luigi Ascione, canti tradizionali Clara Salvo, produzione Sicilia Teatro).         Lo spettacolo sarà in scena al teatro Garibaldi di Enna (giovedì 8 e venerdì 9 marzo, inizio spettacolo ore 21:00) e al Teatro Comunale di Trecastagni (sabato 10 e domenica 11 marzo, inizio spettacolo ore 21:00), nell’ambito del progetto “Teatri di Cintura”, promosso dallo Stabile etneo.

         Sul palco Sebastiano Lo Monaco, protagonista/attore della scena, «narra i tempi moderni come l’aedo cantava la guerra di Troia e ci invita alla speranza, al valore supremo e antico del rispetto della legge dello stato ma guidato da una più profonda legge morale» come sottolinea lo stesso regista Alessio Pizzech.

         Un viaggio appassionante che fa dello spettatore un testimone sociale, attraverso il racconto vivo e attuale di Pietro Grasso, che dell’antimafia ha fatto la sua scelta di vita.

         Lo spettacolo è un’analisi coraggiosa e lucida delle complesse dinamiche mafiose, dai fenomeni culturali, sociologici, antropologici tipici del meridione che ne hanno caratterizzato le origini, fino alle attuali alleanze con i grandi sistemi economici e politici.

         Un monologo di riflessione e denuncia, che sottolinea vocazione sociale del teatro come contributo al recupero di un senso civico e civile.

         Per non morire di mafia è proposto nell’ambito del progetto interprovinciale del Teatro Stabile di Catania “Teatri di cintura”, la rete di arte e cultura che anche per il 2012 vede rinsaldarsi la sinergia con le amministrazioni comunali di Enna e Trecastagni, sottolineando l’attenzione dell’ente teatrale etneo nello sviluppo di concrete  proposte culturali anche oltre i confini della città.

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