Credito d’imposta in Sicilia. Uggè (FAI): Grave dimenticanza sui costi minimi dell’autotrasporto

Il presidente della FAI Conftrasporto alla Regione Siciliana: Una legge dello Stato obbliga al rispetto dei costi di sicurezza
 
Le aziende siciliane che parteciperanno da domani al click day per rientrare nelle facilitazioni del credito d’imposta non dovranno dimostrare di osservare i costi minimi di sicurezza per l’autotrasporto. Non lo richiede la Regione Siciliana, contrariamente invece a quanto indicato da direttive nazionali in tema di rispetto dei costi minimi nel rapporto tra le imprese produttrici e quelle dei trasportatori. Siciliaway ha intervistato Paolo Uggè, presidente nazionale di FAI Conftrasporto e vice presidente di Confcommercio. 

Presidente Uggè, come leggete questa mancanza di attenzione?

“E’ una grave dimenticanza, che dimostra come talvolta non si conoscono le leggi del nostro Paese. Lo Stato, il Parlamento che rappresenta il popolo italiano, ha voluto introdurre, con una propria legge, alcuni principi fondamentali per verificare se nell’attività di trasporto il rapporto che si instaura tra colui che commissiona il trasporto e colui che lo esegue avviene all’interno di un quadro determinato da regole, che garantiscono la sicurezza sociale e della circolazione. Noi abbiamo preso queste norme e abbiamo ovviamente evidenziato come chi non segue in modo rispettoso le regole deve ricevere una sanzione. Tra le sanzioni che la legge 127 ha introdotto c’è la perdita di benefici che lo Stato, le Regioni, mettono a disposizione degli operatori, degli imprenditori. Aggiungo inoltre che nel protocollo Maroni sulla legalità è proprio il mancato rispetto dei costi minimi uno degli indicatori fondamentali per fare scattare indagini e verifiche sull’eventuale presenza della malavita in queste imprese”.

Siete pronti a fare sentire le vostre ragioni?

“Nel momento in cui la Regione Sicilia interviene a favore delle imprese che hanno dei problemi per reggere la competitività, con altre regioni ma soprattutto con altri operatori esteri, non ha senso non avere previsto che coloro che non applicano e non riconoscono i costi minimi per la sicurezza, così come prevede una legge dello Stato italiano, non vengano esclusi da questi benefici. Credo che la battaglia debba vedere impegnate tutte le organizzazioni del trasporto, perché è una battaglia seria, per la sicurezza e per le imprese di autotrasporto che hanno la sede in Sicilia”.

di Ivan Gabrieli

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