Ancora polemiche sul SISTRI

“Non funziona e non combatte l’ecomafia”. E il pm condanna il progetto Sistri

“Un progetto che non affronta un problema molto serio come quello dei trasporti transfrontalieri; un progetto basato su un sistema tecnologicamente inidoneo, vulnerabile e, ancora, un progetto che appare quantomeno anacronistico e che sarebbe forse stato idoneo a combattere l’ecomafia dei primi anni 90 ma non quella di oggi che nel frattempo si è enormemente evoluta creando vere e proprie holding”. È stata una vera e propria (oltre che durissima) requisitoria contro il Sistri, il progetto di tracciabilità dei rifiuti, quella pronunciata dal sostituto procuratore della Repubblica presso la direzione distrettuale antimafia di Napoli, Catello Maresca, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite conesse al ciclo dei rifiuti. Un’audizione durante la quale il magistrato ha “condannato” il sistema fortemente voluto dal ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sostenendo tra l’altro che esiste un “problema di funzionalità del Sistri documentato dal fallimento del click day”, ovvero del test organizzato per valutare l’effettiva operatività del Sistri. “Hanno detto che è stato l’inserimento simultaneo di troppi operatori nel giorno scelto per il click day a creare i moltissimi problemi al Sistri”, ha tra l’altro affermato Maresca, “e questo mi fa venir da ridere: un sistema serio dovrebbe essere predisposto per sopportare dieci volte i dati suportati nel click day, anche perché gli operatori del settore non sono super esperti di computer e possono compiere errori”. In altre parole un sistema da bocciare. O meglio, visto che la bocciatura arriva da un magistrato, un sistema da “condannare”.

 

Uggè: “Dopo le “accuse” del pm Maresca il ministro Prestigiacomo si dimetta”

“Dopo le pesanti affermazioni del sostituto procuratore antimafia di Napoli, Catello Maresca, che ha sostenuto la sostanziale inutilità e inefficacia  nella battaglia contro le ecomafie del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti voluto dal ministro dell’Ambiente, lo stesso ministro Stefania Prestigiacomo deve trarre le ovvie conseguenze”.  Ad affermarlo è stato il presidente della Fai Paolo Uggè, intervenuto al congresso regionale della federazione degli autotrasportatori del Veneto.

“Il ministro ha rifiutato in tutti questi mesi le proposte che pervenivano dalla categoria per rendere funzionale il Sistri. Non solo”, ha proseguito Uggé, “ma ha anche accusato gli operatori del trasporto di voler boicottare la battaglia alle ecomafie. Dopo quanto sostenuto  nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti dal sostituto procuratore della Repubblica presso la direzione distrettuale antimafia di Napoli, Catello Maresca, che invece ha condiviso  tesi più’ volte argomentate dalla Fai sull’inutilità del Sistri, il  ministro Prestigiacono ha solo due strade da percorrere: o si rivolge al  Consiglio superiore della magistratura, perche’ valuti le dichiarazioni del procuratore Catello Maresca, oppure si deve dimettere”. Paolo Uggè non ha risparmiato colpi duri anche al Governo, accusato d’aver prima abrogato il sistema di tracciabilità dei rifiuti e poi di essere  colpevolmente tornato sui propri passi “resuscitandolo”. “A questo punto bisogna utilizzare il periodo da qui a febbraio, data prevista per l’entrata in vigore del Sistri,  per cambiare un sistema che non funziona”, ha concluso il presidente di Fai Conftrasporto, “La federazione e’ come sempre disponibile al confronto, con la speranza che vengano superati i pregiudizi nei confronti delle imprese di trasporto e possano terminare i capricci di un ministro che fino a oggi ha dimostrato di essere lontano dalla realta’, come sostenuto anche dal sostituto procuratore antimafia di Napoli”.

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