Esiste la solidarietà condominiale??

Con riferimento alle spese condominiali può valere il quesito… ognuno paga per sé oppure in qualche caso bisogna farsi carico anche delle quote degli altri? La solidarietà condominiale esiste oppure no? La risposta è: no, quasi sempre, non esiste.

 
la solidarietà passiva, in linea di principio, esige la sussistenza non soltanto della pluralità dei debitori e della identica causa dell’obbligazione, ma altresì della indivisibilità della prestazione comune; che in mancanza di quest’ultimo requisito e in difetto di una espressa disposizione di legge, la intrinseca parziarietà della obbligazione prevale; considerato che l’obbligazione ascritta a tutti i condomini, ancorché comune, è divisibile, trattandosi di somma di danaro; che la solidarietà nel condominio non è contemplata da nessuna disposizione di legge e che l’art. 1123 cit., interpretato secondo il significato letterale e secondo il sistema in cui si inserisce, non distingue il profilo esterno e quello interno; rilevato, infine, che – in conformità con il difetto di struttura unitaria del condominio, la cui organizzazione non incide sulla titolarità individuale dei diritti, delle obbligazioni e della relativa responsabilità – l’amministratore vincola i singoli nei limiti delle sue attribuzioni e del mandato conferitogli in ragione delle quote: tutto ciò premesso, le obbligazioni e la susseguente responsabilità dei condomini sono governate dal criterio dalla parziarietà. Ai singoli si imputano, in proporzione alle rispettive quote, le obbligazioni assunte nel cosiddetto “interesse del condominio”, in relazione alle spese per la conservazione e per il godimento delle cose comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza. Pertanto, le obbligazioni dei condomini sono regolate da criteri consimili a quelli dettati dagli artt. 752 e 1295 cod. civ., per le obbligazioni ereditarie, secondo cui i coeredi concorrono al pagamento dei debiti ereditali in proporzione alle loro quote e l’obbligazione in solido di uno dei condebitori tra gli eredi si ripartisce in proporzione alle quote ereditarie” (Cass. SS.UU. 8 aprile 2008 n. 9148).
 
Questa sentenza relativa alle obbligazioni discendenti da un contratto stipulato per la manutenzione dell’edificio non conteneva, nell’accordo, alcuna indicazione in merito alla solidarietà tra i condomini per il credito della ditta appaltatrice. Inapplicabili dunque, le regole sulla solidarietà.
 
Essa può sussistere solamente se i comproprietari all’unisono decidono (possibilmente con un accorod scritto) di far fronte comune per saldare il debito magari per scongiurare la sospensione dell’erogazione dei servizi pattuiti.
 
Resta il fatto che, nella pratica quotidiana (si pensi alle forniture di acqua, luce e gas) per evitare di rimanere senza quei beni si preferisce, di fatto, accollarsi, salvo ristorno al momento del recupero, le somme dovute dai morosi

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