La commissione Ambiente del Senato rimette in moto il Sistri

Il Sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), nonostante i problemi legati alla sua entrata in funzione, supera l’esame della commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato e va avanti. Il ritorno al sistema cartaceo per la tracciabilità dei rifiuti, secondo la Commissione, reintrodurrebbe quell’assoluta incertezza “intorno alla sorte definitiva di ingenti quantitativi di rifiuti, non solo pericolosi, che pone a rischio nel nostro Paese la salute dei cittadini oltre che la tutela dell’ambiente, creando i presupposti per il perdurare di traffici illeciti legati al settore dei rifiuti”.

Senza dimenticare i rischi degli oneri finanziari conseguenti alle procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria e gli imprevedibili esiti di eventuali azioni legali da parte di quanti hanno già sostenuto i costi necessari per adeguarsi per tempo al sistema Sistri”. Il sistema che permette la tracciabilità dei rifiuti, quindi, sarà ripristinato e, secondo la Commissione, deve diventare completamente operativo a partire dal primo gennaio 2012. Sono tuttavia state lasciate aperte delle porte per eventuali correttivi, dopo gli incontri con le organizzazioni del settore, per superare le difficoltà tecniche e operative e per verificare la necessità di ulteriori esenzioni per tipologie di rifiuti che non presentino aspetti di particolare criticità ambientale.

Su punto interviene nuovamente Paolo Uggè, presidente Fai Conftrasporto e vicepresidente nazionale di Confcommercio, ribadendo che da tempo l’associazione dei trasportatori ha presentato proposte concrete per avere un sistema tracciabile che non complichi la vita alle imprese e che sia effettivamente utile a combattere il fenomeno delle ecomafie. A tal fine Uggè torna a proporre l’istituzione di una specifica commissione, magari presieduta proprio dal procuratore antimafia Piero Grasso, per verificare l’attendibilità delle proposte avanzate dagli operatori del settore: “Prendo atto di alcune considerazioni interessanti contenute nel parere reso dalla commissione Ambiente del Senato sul ripristino del Sistri, ma quello che non accetto è il fatto che, non estendendo l’obbligo della tracciabilità dei rifiuti alle imprese straniere di trasporto, si consentirebbe alle ecomafie e alla criminalità organizzata di continuare tranquillamente a commettere i propri reati e illeciti ambientali senza opporre alcun valido controllo sul ciclo della gestione dei rifiuti. Altrettanto inaccettabile è il fatto che nessuno, in commissione al Senato, abbia pensato a indicare nel documento la strada che porta a controlli sulle imprese di trasporto straniere”.

 

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