Omicidio stradale… prossimo a diventare realtà!

Sì all’omicidio stradale, la conferma arriva dai ministri Maroni e Nitto Palma

L’omicidio stradale non è più soltanto un’idea forte, l’argomento di petizioni che vogliono portare a proposte di legge, ma qualcosa di più. L’omicidio stradale è ora molto più concreto del passato, soprattutto dopo la conferenza stampa di Ferragosto al Viminale tenuta dal ministro dell’Interno Maroni e dal Guardasigilli Nitto Palma, che recentemente ha sostituito Alfano. “Introdurremo il reato di omicidio stradale”, hanno assicurato i due ministri.

Il nuovo reato nasce anche sull’onda dell’indignazione dell’opinione pubblica suscitata dall’ultima tragedia avvenuta in Liguria, dove un albanese andando contromano sull’autostrada sotto l’effetto dell’alcol ha causato un incidente stradale nel quale sono morti quattro giovani francesi in vacanza. “E poi”, ha sottolineato Maroni, “è stato subito messo in libertà”. “È una vera e propria necessità”, ha spiegato il Guardasigilli, “ed è necessario che venga riconosciuta la flagranza differita che consenta l’arresto di chi si macchia di questo particolare reato”. Questa nuova fattispecie di reato, ha aggiunto Maroni, “va distinta dall’omicidio colposo, consentendo di sanzionare coloro che si rendono colpevoli di omicidi mettendosi al volante ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti” L’apertura del ministro Maroni, che ha dichiarato di voler introdurre il reato di omicidio stradale, è stata accolta con entusiasmo da diversi esponenti politici, da destra a sinistra, e dai rappresentanti di varie associazioni. “Il reato di omicidio stradale annunciato dal ministro Maroni è la risposta alla richiesta di certezza e serietà della pena, sempre avanzata dall’Associazione italiana familiari e vittime della strada (AIFVS) e coincidente con le aspettative della società civile”, dichiara l’associazione. “Plaudiamo alle dichiarazioni del Ministro Roberto Maroni, che ha annunciato che il reato di omicidio stradale rientra finalmente tra le previsioni del Governo”  Dello stesso avviso la Fondazione Ania: “Già lo scorso aprile”, ha dichiarato il presidente Sandro Salvati, “avevamo scelto di chiamare tecnici e politici a discutere della proposta di introdurre una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi. Ora non possiamo che esprimere soddisfazione e plauso all’annuncio del Ministro Maroni che tale reato verrà presto introdotto nel codice penale. Come Fondazione Ania siamo convinti da tempo che sia necessaria una battaglia d’insieme per contrastare questa tragedia e l’introduzione di un reato specifico sarebbe un passo avanti importante”. Il legislatore, aggiunge Salvati, “dovrebbe prendere atto che l’84 per cento degli italiani, e in misura forte i giovani, si è dichiarato favorevole all’introduzione del ‘reato stradale’ secondo quanto accertato dal sondaggio Ispo/Fondazione Ania e, quindi, agire di conseguenza”. L’Associazione sostenitori della Polstrada (Asaps) è “più che favorevole alla proposta Maroni di omicidio stradale per ubriachi e drogati alla guida”. Negli ultimi tre anni – commenta il presidente, Giordano Biserni, “sono oltre 300 le vittime di pirati, un terzo dei quali in ‘rapporti confidenziali’ con alcol e droga. Il 70% sono stati identificati, ma quasi nessuno sconta la pena”. L’Asaps già a giugno aveva appoggiato la raccolta di firme per una proposta di legge ad iniziativa popolare dell’associazione Lorenzo Guarnieri di Firenze, che sul portale www.omicidiostradale.it ha già raccolto quasi 30.000 firme. Positivi anche i commenti che arrivano dal mondo politico: “Un sentito plauso al ministro dell’Interno Roberto Maroni che, sull’importante tema degli incidenti stradali, ha lanciato con forza la necessità di introdurre il reato di omicidio stradale”, ha affermato il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che a giugno ha lanciato la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre il reato di omicidio stradale. Renzi ha lanciato la raccolta firme insieme all’associazione Lorenzo Guarnieri, intitolata a una giovane vittima della strada. “Il testo della proposta”, spiega una nota del Comune, “prevede, per chi guida ubriaco e drogato e causa un incidente mortale, un aumento delle pene, l’arresto in flagranza e il cosiddetto ‘ergastolo della patente’: il colpevole non avrà più solo la revoca temporanea della patente, ma non guiderà mai più”. Proprio sul tema dell’ergastolo della patente si era espresso anche il presidente di Fai Conftrasporto, Paolo Uggè, che già nel 1994 aveva lanciato l’idea di “togliere a vita la patente a chi provoca stragi sulle strade perché guida sotto l’effetto di droga o alcol”

“Se quelle di Maroni sull’introduzione del reato di omicidio stradale non sono, come spesso capita, parole al vento”, dichiara attraversa una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, “basta che chieda la calendarizzazione immediata della proposta di legge di Italia dei Valori, la n. 3774 del 14.10.2010, a mia prima firma. Da tempo Idv è vicina alle associazioni della vittime della strada che lo chiedono con forza. È ora che finisca la tolleranza nei confronti di chi in preda all’alcol o alla droga commette veri e propri omicidi”. Positivo anche il giudizio del segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace: “Voglio ringraziare Maroni. È da mesi che La Destra è impegnata con la petizione popolare per introdurre il reato di omicidio stradale. Il testo di legge è già disponibile e alla ripresa chiederò al ministro di parlarne”.

 

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